Nuovi piccoli modenesi innamorati della pace Cittadinanza onoraria per 160 stranieri
Muzzarelli "Siamo una città aperta e solidale". "Giovani maturi, a scuola chiedono notizie dei fatti di Parigi e del popolo della Siria
MODENA. «Le domande dei bambini non sono facili». Lo sanno bene gli adulti presenti ieri al Forum Monzani. Hanno accompagnato alunni, figli o nipoti per la consegna della cittadinanza onoraria a 160 giovani stranieri di dieci anni. Una cerimonia resa ancor più significativa dai recenti attentati di Parigi. «Mio figlio ha voluto fare il testimone di un compagno di classe - ha ammesso Sergio Serra, genitore di un alunno dell’elementare Galilei - da loro ci sono sette stranieri. Hanno parlato dei fatti di Parigi a scuola. Ne avevamo discusso anche in casa. Non è stato semplice: le domande che ci pongono non sono facili».
La loro maturità stupisce gli stessi insegnanti. «Quando in classe c’è stato un minuto di silenzio per Parigi - ha aggiunto Olga Livrieri, maestra delle scuole Collodi - qualcuno ha detto “e per la Siria?”. Dai bambini sono giunte la maggior parte delle riflessioni». Hanno dieci anni (o meno) e denotano grande maturità. «Abbiamo mostrato un video con bambini arruolati della loro età - ha ripreso l’insegnante - e molti sono stati scossi ancor di più dalla Siria che da Parigi. Alcuni hanno vissuto in prima persona esperienze difficili, dovendo scappare dalle loro terre. Abbiamo proiettato video sulla cittadinanza. Molti bambini stranieri non sapevano cosa significa essere cittadini».
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Tra i banchi le etnie si fondono. «Gli alunni stranieri da noi non sono meno del 50% - ha confermato Beatrice Marongiu, docente vicario del XI Circolo - ci sono classi con undici etnie diverse. Giocano a chiedere “come si dice in”. Per loro l’integrazione è più facile». Alcuni alunni hanno iniziato a scrivere testi per l’iniziativa #ModenaperParigi. «Avevano già sentito parlare degli attentati - ha ripreso l’insegnante - e abbiamo voluto capire cosa avevano recepito in casa. Una bambina marocchina ha chiesto al papà. Le ha detto che lo fanno per i soldi». Il tema degli attentati è stato discusso all’istituto comprensivo 1. «Il tema è stato proposto dagli insegnanti - ha riconosciuto il dirigente scolastico Tina Ponticelli - prima c’è stato un minuto di silenzio». Anche la cerimonia di ieri s’è aperta con il raccoglimento. «Un minuto di silenzio - ha spiegato Francesca Maletti, presidente del Consiglio comunale - per tutte le bambine e i bambini morti in questi anni». Ai giovani s’è rivolta Fiorella Balli, responsabile modenese Unicef per i rapporti con l’Università. «È un onore che vi fa il sindaco - ha detto Balli - per meritarlo dovete amare Modena, per amarla dovete conoscerla e tenerla pulita». L’assessore alla Scuola ha ricordato il motto cittadino “Avia Pervia”. «Significa rendere facili le cose difficili - ha ricordato il vicesindaco - sembra una formula magica e forse un po’ di magia c’è. È necessario però l’impegno di tutti». «Modena è la vostra città - ha esordito Gian Carlo Muzzarelli - dovete sentirvi orgogliosi». Il sindaco ha lanciato un messaggio al Parlamento «affinché riscriva la legge sulla cittadinanza». Per Muzzarelli la città non si farà intimidire dai terroristi. «La libertà non è un regalo - ha concluso il sindaco - è un impegno di ognuno con tutti. Tocca anche a voi fare la vostra parte».
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