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LE INDAGINI

Le videoriprese per scoprire l’identità della banda

I video della rapina ripresa da più telecamere per cercare di scoprire chi si nasconde dietro i passamontagna, che lasciavano intravvedere solo gli occhi dei rapinatori. E poi le telecamere dei...

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I video della rapina ripresa da più telecamere per cercare di scoprire chi si nasconde dietro i passamontagna, che lasciavano intravvedere solo gli occhi dei rapinatori. E poi le telecamere dei caselli dell’Autosole, per cercare di capire se il commando che ha assaltato la Metro di viale Virgilio a Modena sia fuggito o no per l’autostrada, entrando a Modena, a Reggio Emilia o a Terre di Canossa.

Sono questi i punti di partenza di un’indagine che non si annuncia facile per gli uomini della Squadra Mobile chiamati a scoprire e identificare i 5 componenti la banda (4 sono entrati e uno è rimasto in auto con il motore acceso pronti a guidarli al sicura) e gli eventuali complici. A cominciare dai basisti modenesi. Ipotizzare la nazionalità del commando non è facile: potrebbero essere stranieri, ma anche italiani. Di certo un gruppo bene organizzato, con una potenza di fuoco di tutto rispetto: le mitragliette impugnate da due componenti, sono di quelle che non sono accessibili alla criminalità comune. E poi il modo organizzato con cui si sono mossi. Elementi su cui riflettere. Così come fa riflettere il fatto che abbiano scelto un obiettivo dal bottino tutto sommato “scarso” (8mila euro) per un’organizzazione di questo tipo. Un errore di valutazione, legato al fatto di non sapere del meccansimo di messa al sicuro del contante, oppure una specie di “colpo-palestra”, un’esercitazione di partenza in vista di colpi più grossi da mettere in cantiere per il futuro? (a.m.)

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