Da Modena i maggiori finanziatori dell'Isis?
La Cgil segnala centinaia di segnalazioni di operazioni finanziarie sospette nel mirino della Banca d'Italia
MODENA. Riciclaggio e finanziamenti all'isis, anche l'Emilia-Romagna si deve preoccupare. Lo dice la Cgil, da Modena, citando l'ultimo rapporto semestrale 2015 della Banca d'Italia (unità uif), che raccoglie le segnalazioni sulle operazioni finanziarie sospette di riciclaggio malavitoso e terroristico. Il report apre certificando che nel primo semestre 2015 sono state raccolte "39.021 Segnalazioni di operazioni sospette", circa un 3% in più rispetto al semestre precedente; e, rispetto alla ripartizione territoriale, si rilevano gli incrementi del 21% dell'Emilia-romagna (al primo posto) e del 18% del Veneto (secondo). In un solo semestre, dunque, dall'Emilia-romagna sono giunte ben 2.081 segnalazioni sospette.
Ecco il podio: 635 da Bologna, 444 da Reggio e 416 da Modena. E proprio nello stesso semestre di quest'anno, segnala il coordinatore legalità del sindacato Franco Zavatti, sono ben 138 i casi nazionali segnalati di sospetto finanziamento del terrorismo internazionale, più del quadruplo rispetto al primo semestre dell'anno scorso. "Un numero di per sè impressionante ma certamente molto sottostimato", fa presente la Cgil.
Venendo ai paradisi fiscali, il report uif offre una mappatura delle province che più ci "lavorano": Modena si riconferma al primo posto in Emilia-romagna e fra le città più esposte in Italia. "Ma occhio che, nell'ordine, i paesi" e le aree "che favoriscono le operazioni finanziarie sospette" tramite i paradisi sono proprio, dopo Hong kong, "gli Emirati arabi, noti finanziatori dell'isis, Abu dhabi, Dubai e poi Turchia e Libano, che non sono da meno", conclude Zavatti.
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