Ferrari pronta a scendere a Piazza Affari
Debutto a inizio 2016 e contestualmente avviene lo scorporo dell’azienda da Fca. Ma il titolo a Wall Street è in calo
La Ferrari si lancia in Borsa anche a Piazza Affari dopo l’esordio di poche settimane fa a Wall Street.
L’azienda di Maranello ha depositato la domanda per la quotazione sul mercato telematico azionario "in connessione con la prevista separazione" da Fiat Chrysler Automobiles, come si legge in una nota diffusa ieri.
L'assemblea straordinaria degli azionisti di Fiat Chrysler Automobiles che dovrà deliberare sullo scorporo dell’azienda Ferrari è stata convocata la prossima settimana, giovedì 3 dicembre, ad Amsterdam. Ferrari Nv è infatti la holding olandese che è stata creata appositamente per la quotazione. Nel contesto della separazione - spiega la nota - Ferrari NV si fonderà nella newco FE New NV, cui immediatamente prima della fusione verranno trasferite le azioni di Ferrari NV ora detenute da Fca. FE New NV prenderà quindi il nome di Ferrari NV e le sue azioni ordinarie saranno quotate sia a Piazza Affari sia sul New York Stock Exchange. Le azioni di Ferrari NV ancora in mano a Fca verranno distribuite agli attuali soci di Fiat Chrysler Automobiles (in ragione di un titolo Ferrari ogni dieci Fca) e anche ai detentori delle obbligazioni convertibili Fca (convertendo).
L'intera operazione con la separazione da Fca e la quotazione a Milano è stata prevista all'inizio del 2016. Ferrari passerà sotto il controllo di Exor, la holding della famiglia Agnelli, con una quota del 24 per cento che, grazie al meccanismo del voto multiplo olandese, peserà molto di più e faciliterà il controllo insieme a Piero Ferrari (il figlio del fondatore conserverà il suo 10%).
La quotazione del Cavallino a Wall Street ha portato nelle casse della società un ricavato lordo dall'offerta pubblica iniziale pari a 982,4 milioni di dollari. Il collocamento a Wall Street è avvenuto attraverso la cessione del 10% del capitale da parte di Fca per un valore di un miliardo di dollari. Il gruppo italoamericano per ora ha conservato in portafoglio l'80 per cento.
L'offerta pubblica iniziale di Ferrari a New York è avvenuta al prezzo di 52 dollari per azione ma il titolo, che il primo giorno era schizzato a 60 euro, ha successivamente perso quota e nelle ultime sedute era sceso fino al punto di toccare quota 47 dollari.
Nei mesi scorsi l’azienda Ferrari ha continuato la propria crescita, come risulta dal resoconto del terzo trimestre che presentava un utile cresciuto del 62% e ricavi complessivi previsti per il 2015 a quota 2,8 miliardi. Dati che confermano uno stato di salute notevole, che nella stagione sportiva 2015 hanno anche coinciso con il ritorno di soddisfazioni nei gran premi di F1.
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