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Andrea e Alessandro Bertolini, metti un rombo nel pallone

Stefano Aravecchia
Andrea e Alessandro Bertolini, metti un rombo nel pallone

Il papà è un campione sulla pista, il figlio gioca nei Pulcini del Castelvetro: "Meglio che giochi al pallone, nel calcio il talento vale ancora più dei soldi"

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MODENA. La famiglia Bertolini tra rombo e pallone. Papà Andrea, sassolese classe 1973, è un campione di automobilismo e proprio pochi giorni fa in Bahrein ha conquistato l’ennesimo titolo mondiale di una carriera strepitosa. Suo figlio Alessandro, 7 anni, è un promettente centrocampista dei Mini Pulcini 2008 del Castelvetro.

Meglio il calcio del kart

«Mi auguro che Alessandro voglia continuare col pallone - attacca Bertolini senior - e non segua le mie orme. Meglio il calcio dei motori: a 3 anni, quando l’ho messo su un go kart, ha mostrato l’istinto del pilota. Ma per fortuna da un anno e mezzo non lo porto più a girare coi kart, ora si diverte con il calcio».

Piloti e soldi

«Fare il mio sport è molto complicato, per iniziare ci vogliono un sacco di soldi, il talento non basta. Io sono stato aiutato a crescere, ho avuto chi ha investito su di me. Oggi, se non hai disponibilità economica, è quasi impossibile emergere nel mondo dei motori. Il calcio invece è un gioco bello con dei valori, a livello fisico si cresce e chi ha talento ha spazio e possibilità».

Il calcio giovanile è cambiato

«Io ho lasciato mondo del calcio a 10 anni, da allora ad oggi ho visto un’evoluzione importante e sono rimasto piacevolmente sorpreso. Sono arrivato a Castelvetro grazie al mio amico Juri Tamburini e sono molto soddisfatto della scelta».

A Castelvetro team eccezionale

«A Castelvetro c’è una società organizzatissima, un gruppo di lavoro diretto da Fabio Dall’Omo con allenatori molto professionali che insegnano ai bimbi non solo il gioco del calcio, ma anche l’educazione. Le poche volte che non sono impegnato sui circuiti seguo Alessandro nelle partite e mi dico: siamo stati davvero fortunati ad individuare questa società. Il presidente Enrico Grampassi è il primo a sostenere il settore giovanile, i nostri figli tra l’altro giocano insieme. Vedo la qualità del lavoro, una realtà che sta crescendo non per caso ma grazie ad investimenti mirati e una filosofia di base. E i risultati vengono di conseguenza. Insomma, è una realtà con dei valori autentici».

Genitori ultras

«Io sarei molto contento se Alessandro proseguisse col calcio perchè al momento gli viene molto bene e si diverte, che è la cosa più importante. Per me andarlo a vedere giocare è un momento di divertimento e relax, ma non è così per tutti: quando sento i commenti in tribuna di certi genitori prendo la mia coca cola zero e vado a sedermi da un’altra parte. In giro ci sono papà e mamme invasati ma per fortuna - conclude Bertolini - a Castelvetro il gruppo è affiatato e certe scene non se ne vedono».

Stefano Aravecchia

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