La morte di Alberto Veronesi Rabbia e dolore degli amici
MIRANDOLA. La salma di Alberto Veronesi, il 56enne mirandolese morto nella sua casa di Vergato domenica, ieri era ancora all’istituto di Medicina legale di Bologna, dove è stata trasportata su...
MIRANDOLA. La salma di Alberto Veronesi, il 56enne mirandolese morto nella sua casa di Vergato domenica, ieri era ancora all’istituto di Medicina legale di Bologna, dove è stata trasportata su disposizione del magistrato avvertito dai carabinieri del ritrovamento. A far trovare Veronesi senza vita, davanti a casa, sono stati i famigliari che lo avevano chiamato senza ottenere risposta, per fargli gli auguri di compleanno. Nel pomeriggio di domenica, peraltro, Veronesi attendeva a casa sua alcuni amici.
Cosa sia accaduto lo accerteranno le indagini dei carabinieri e gli esami medico legali.
Intanto amici e parenti si dichiarano sconvolti da una disgrazia che ha colto tutti di sorpresa: i fatti sono che Alberto era salito sul tetto di buon mattino, dopo che il giorno prima era piovuto e anche un po’ nevicato. E dal tetto - la casa è alta un piano e mezzo - è caduto, perdendo la vita. Una vita costellata anche di disavventure. Suo padre Mario, il padre del biomedicale, aveva scritto di lui: «Potrei scrivere un libro per raccontare tutti gli errori che ho fatto nell’intento di aiutare mio figlio... Ma la sua strada, quella che ritengo sia definitiva, Alberto l’ha trovata senza di me». Si riferiva all’allevamento dei cani, poi purtroppo finito al centro di una polemica che ha ferito nell’anima Mario, come raccontano indignati gli amici.
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