“Operazione Intoccabili” a Sassuolo: il tribunale del Riesame libera di nuovo Bonini
Per la seconda volta il Tribunale del Riesame di Bologna annulla i domiciliari per Adamo Bonini, l’imprenditore accusato di usura nell'ambito dell' "Operazione Intoccabili", che ora è di nuovo libero. Resta ai domiciliari Rocco Ambrisi. Tolto il divieto di dimora per il carabiniere che operava nella polizia giudiziaria
SASSUOLO. “Operazione Intoccabili”, per la seconda volta il Tribunale dei Riesame di Bologna annulla ogni misura cautelare per Adamo Bonini, l’imprenditore di Casalgrande accusato dalla Procura di essere un usuraio. Da ieri pomeriggio Bonini è di nuovo un uomo libero, senza più gli arresti domiciliari imposti per la seconda volta dal gip Eleonora De Marco su richiesta dei pm Claudia Natalini e Marco Niccolini.
Cade anche la misura cautelare per il sottufficiale di carabinieri che all’epoca dei fatti contestati lavorava per la polizia giudiziaria in Procura: non ha più il divieto di dimora a Modena, gli resta però l’obbligo della firma per tre volte alla settimana.
Quindi, l’unico a restare ai domiciliari (a Castellarano) è Rocco Ambrisi, ritenuto dalla Procura l’estorsore nel sodalizio con Bonini. I giudici di Bologna non hanno ritenuto perciò sufficientemente fondate le motivazioni dei suo difensori, gli avvocati Paolo Cristofori e Stefano Giovanardi.
Le motivazioni della sentenza saranno rese note solo nei prossimi giorni. Dopodiché la Procura deciderà quale mossa fare in questa partita a scacchi ormai serrata.
Questo round è stato dunque “vinto” da Bonini. Anche se, come detto, non è noto il motivo che ha portato a rimetterlo in libertà, è probabile che abbia pesato la corposa memoria presentata dai suoi difensori - gli avvocati Luca Brezigar e Enrico Della Capanna - steso dal loro consulente: una ricostruzione minuziosa di tutte le attività economiche e finanziarie di Bonini dal 1994 a oggi che dimostrerebbero la liceità del suo patrimonio e delle sue partecipazioni societarie in locali pubblici.
Anche per l’agente della polizia giudiziaria, difeso dagli avvocati Cosimo Zaccaria e Marco Pellegrini, l’udienza ha avuto un esito positivo. Caduta l’ipotesi di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, sarebbe rimasta in piedi un’accusa di corruzione più semplice che ha ridotto notevolmente la misura cautelare nei suoi confronti.
Con la sentenza bis del riesame di Bologna si chiude il secondo round tra Procura e difensori di questa indagine molto complessa e, come si nota, piena di sfumature, che riguarda due persone molto conosciute a Sassuolo accusate di aver operato per anni nell’illegalità, tra usura estorsioni, tenendo la città sotto scacco. Un secondo aspetto dell’inchiesta riguarda invece i tentativi fatti da Bonini per ottenere informazioni segrete sulle indagini che lo riguardavano attraverso due agenti della Procura.
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