Aiuti alle famiglie per 925mila euro: la metà sono italiane
Aumentano i nuclei con un reddito Isee sotto i 7500 euro ma sono circa duecento in meno le domande complessive
Meno domande per avere accesso al fondo anticrisi riservato alle famiglie. Dalle 1040 del 2014, siamo passati alle 846 dell’anno in corso. Un segnale che viene letto in positivo da parte degli enti che promuovono l’iniziativa e cioè Fondazione Cassa Carpi e Unione Terre d’Argine. «Probabilmente - è stato detto ieri mattina a palazzo Bonasi nel corso della conferenza stampa sul tema - si tratta di un piccolo miglioramento dei dati macroeconomici che di conseguenza hanno ridotto la pressione economica su circa 200 famiglie che non hanno dovuto ricorrere all’aiuto pubblico».
Per tutti gli altri che invece si sono rivolti al Fondo Anticrisi, Fondazione e Unione hanno speso 925mila euro (di cui 720mila a carico dell’ente di via Sardegna).
Vediamo ora un po’ di dati. Le domande sono state 623 a Carpi, 127 a Soliera e 96 a Novi di Modena. Il 53% dei contributi è andato a cittadini italiani. La maggior parte delle richieste riguarda nuclei con figli a carico (70,2%). L’età dei richiedenti si concentra nelle fasce di età tra 41 e 50 anni (36,4%) e tra 31 e 40 anni (27%), che insieme raggiungono oltre il 63%. Significativa è anche la fascia di età 51-60 anni, con un 21,3%. I nuclei famigliari con un Isee (indicatore del reddito famigliare) inferiore a 7.500 euro sono stati il 72%, in aumento di 6 punti percentuali rispetto all’anno passato. La fascia di reddito più bassa, insomma, si sta pericolosamente allargando.
Gli enti coinvolti, giustamente, hanno fatto il possibile per evitare dispersioni di denaro così ogni aiuto è stato “canalizzato”, cioè utilizzato per risolvere alla radice il problema. Il denaro è stato così inviato ai vari debitori (amministratori di condominio, dentisti, venditori vari...), e non consegnati nelle mani dei richiedenti. Ma ecco il dettaglio percentuale degli interventi: le richieste d’aiuto sono state fatte per il pagamento delle utenze (gas, acqua, rifiuti, ecc…) che insieme quotano oltre il 42%, per le spese alimentari (24%), per le spese condominiali (13,5%), e per i servizi e il materiale scolastico (12%), oltre che per le spese mediche e i tiket Asl (4,1%). Mentre le altre categorie (servizi anziani, formazione, trasporti, ecc…) risultano marginali.
Novità di quest’anno è la richiesta a chi presentava la domanda di aiuti economici, di dedicare 50 ore di volontariato alla collettività. Tutti hanno aderito in modo entusiastico, a sentire Fondazione e Unione, tranne solo 7 che si sono rifiutati e che per “punizione” saranno esclusi dall’accesso dei prossimi bandi anticrisi.
«Il marocchino che è venuto a prestare le 50 ore alla Croce Rossa - ha raccontato il presidente della sezione locale, Massimo Re - è stato bravissimo e zelante: ha lavato le ambulanze, tagliato l’erba e raccolto le foglie. È stato tanto bravo che gli abbiamo proposto di iscriversi alla Cri».
Le associazioni che hanno aderito all’iniziativa e che dunque sono disponibili ad accogliere i cittadini che hanno avuto accesso al Fondo Anticrisi sono ben 66, tra le quali anche la Fondazione Cassa. A fare cosa in quest’ultimo ente? «Abbiamo un grande parco a sud di Carpi - ha detto il presidente Schena - e c’è sempre bisogno di giardinieri».
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