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Braccialetto antistalker? In Italia sono solo 90

Braccialetto antistalker? In Italia sono solo 90

Ancora troppi casi nell’ultimo di femminicidio nell’ultimo anno in Italia. Molti di questi sono accomunati da un unico dettaglio: le donne vittime avevano più volte denunciato il loro aguzzino....

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Ancora troppi casi nell’ultimo di femminicidio nell’ultimo anno in Italia. Molti di questi sono accomunati da un unico dettaglio: le donne vittime avevano più volte denunciato il loro aguzzino.

Parliamo di tre casi simbolo del 2015: Vincenza Avino, Kelly Bonacchi e Giordana Di Stefano. La prima è stata uccisa dopo che il suo ex fidanzato aveva già provato a toglierle la vita: è stato denunciato e dopo pochi giorni di carcere è uscito, l'ha inseguita e l’ha freddata con una raffica di colpi.

Kelly Bonacchi è stata accoltellata al suo rientro a casa dall'ex convivente, colpita da una dozzina di fendenti, ma fortunatamente è stata salvata in tempo, viva per miracolo.

La ragazza aveva denunciato il suo ex convivente per percosse e lui aveva pure il divieto di avvicinarsi alla donna.

Infine Giordana Di Stefano, vent'anni e madre di una bambina di quattro, una ragazza a cui chi diceva di amarla ha invece spezzato ogni sogno; è stata accoltellata a morte dal suo ex fidanzato. «Io l'amavo ma lei non mi voleva più» queste le parole di Luca Priolo, il suo assassino. Queste le parole di chi ha ucciso la madre di sua figlia con 41 coltellate al torace, colpendola con inumana ferocia al fianco e al viso.

Una morte violenta che, come nella stragrande maggioranza dei casi, è solo l'atto conclusivo di una serie interminabile di coercizioni psicologiche e fisiche che le donne devono subire in vita.

Giordana aveva denunciato per stalking il suo ex fidanzato che continuava a tormentarla per la fine della loro relazione, e proprio nel giorno dell'omicidio si sarebbe tenuta la prima udienza davanti al Gip.

Il 25 novembre è la giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro la donne, una data simbolica per riflettere collettivamente sulla gravità del fenomeno. E domani? Purtroppo i maltrattamenti sulle donne non sono un evento stagionale, chi spaccia per amore il proprio desiderio di possesso e sottomissione dell'altro, non lo fa solo in un determinato periodo dell'anno. Chi è violento lo è tutti i restanti 364 giorni che mancano al 25 novembre.

Quanti casi di malagiustizia dovranno ancora avvenire, prima che il governo si attivi ed istituisca un Ministro per le Pari Opportunità, che con atti concreti restituisca fiducia nella giustizia e nelle Istituzioni?

Secondo i dati forniti dall'UDI Modena (fonte ProsMedia, Osservatorio sul femminicidio) sono 96 le donne uccise in Italia nel 2015, di cui 12 in Emilia Romagna e 2 in provincia di Modena, ma il numero di vittime che subiscono quotidianamente maltrattamenti è molto più esteso.

I dati Istat confermano che tra il 2009 e il 2014 una donna su tre tra i 16 e i 70 anni, ha subito una forma di violenza: dunque 6 milioni 788 mila donne per mano del partner, ex partner, o parente. Come Giordana, il 25 % delle vittime aveva denunciato una o più volte il proprio aggressore, prima di essere ammazzate.

Il “decreto sul femminicidio” trasformato in Legge nel 2013, poneva l'attenzione sulla questione dell'introduzione del braccialetto elettronico per gli stalker. A distanza di due anni, la questione non trova applicazione nella realtà. Il costo di questi strumenti elettronici è calcolato dall'amministrazione penitenziaria tra i 50 e i 100 euro al giorno; di fatto l’impiego è ristretto a 90 unità in tutta Italia. Questo dato stride con quanto invece avviene in altri Stati europei come Germania o Regno Unito, infatti il controllo a distanza per i detenuti, è una procedura ampiamente utilizzata con buoni risultati.

I tempi sono ormai maturi affinché l'Italia riconosca il femminicidio come crimine contro l'umanità. In Argentina il Parlamento ha riconosciuto che il legame tra vittima e carnefice costituisce un'aggravante nella violenza perpetrata su una donna, nel nostro Paese invece un femminicidio avvenuto all'interno di una relazione, in fase di condanna nei tribunali, apre la strada ad una serie di attenuanti.

Rossella Diaz

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