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Case rifugio, aprono tre nuovi centri

Case rifugio, aprono tre nuovi centri

In regione 3301 persone accolte, nel Modenese il 40% sono straniere. Tra i motivi pressioni psicologiche ed economiche

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La Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, istituita dall’Onu nel 1999, è l’occasione per fare il punto sul tema anche a livello modenese.

In Emilia-Romagna ad esempio le donne accolte dai 13 centri antiviolenza aderenti al Coordinamento nel 2014, sono state 3301; fra di loro quelle che hanno subìto violenza sono state 2978. I nuovi casi accolti lo scorso anno sono state 2763, di cui 2473 (pari all’89,5%) hanno subìto violenza.

«Per combattere il fenomeno abbiamo messo in campo una rete che riunisce istituzioni, servizi sanitari dei comuni, associazioni, forze dell'ordine - ha detto Emma Petitti, assessore regionale alle Pari Opportunità - Il piano regionale contro la violenza alle donne, che a breve presenteremo, servirà a consolidare il sistema dei Centri antiviolenza, a sostenere la prevenzione e a istituire un monitoraggio costante con l’ Osservatorio Regionale».

Per il supporto alle vittime di violenza, in Emilia-Romagna sono attivi 23 centri antiviolenza, a cui se ne aggiungeranno due che apriranno nel 2016 nel modenese. Sono inoltre attivi 59 sportelli antiviolenza e 28 case rifugio, comprese le tre nuove che apriranno nei prossimi mesi di cui una nel modenese.

Per la provenienza geografica, le donne accolte nel corso del 2014 che provengono da altri paesi sono 868 e rappresentano il 35,7% di tutte le donne nuove. Si tratta di più di un terzo di tutte coloro che chiedono aiuto ai Centri antiviolenza della regione.

Una percentuale rilevante, la cui spiegazione va ricercata sia nell’aumento delle donne straniere fra le residenti e nel passaparola che ha fatto conoscere il centro. Per queste ultime, secondo l’indagine Istat del 2014, emerge che le straniere, patiscono più spesso violenze fisiche e le forme più gravi di violenze sessuali come stupri e tentativi di stupro.

La presenza di straniere risulta al di sopra alla media regionale nei Centri di Imola, Carpi, Lugo, Parma, Reggio e Modena: la percentuale di straniere varia dal 40% al 43%.

Nella maggior parte dei casi sono donne sposate o conviventi con figli che nel 2014 sono state 1814 (il 79,1% de nuovi casi accolti) e il totale dei figli è di 3173. Quali le forme di violenza subìte? Per violenza psicologica il 91,2% dei casi (2255 donne); quelle che subiscono violenza fisica sono il 67,8% (1677 donne); quelle che subiscono violenza economica sono il 41,2% (1018 donne); quelle che subiscono violenza sessuale sono il 14,3% (353 donne).

Nelle violenze più gravi, e con una situazione di pericolo, le donne chiedono ospitalità: nel 2014 quelle ospitate dai Centri antiviolenza del coordinamento regionale sono state 187, di cui 129 (il 69%) con i figli: il totale quindi sale a 402 persone ospitate.

Dall’inizio dell’anno sono 5 le donne uccise dai partner in regione. Le donne accolte in questo periodo sono 2884. Confermata anche la percentuale di straniere, che si assesta al 36%. La forma di violenza più diffusa resta la violenza psicologica (92%) seguita dalla violenza fisica (65%). (s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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