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Ex Barbieri, da settembre al via l’indirizzo turistico

di Daniele Montanari
Ex Barbieri, da settembre al via l’indirizzo turistico

Pievepelago. All’istituto superiore ora statalizzato parte il nuovo corso di studi Tra un anno potrebbe ospitare anche il liceo sportivo tanto atteso nel Frignano

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PIEVEPELAGO. Partirà subito il prossimo settembre il nuovo indirizzo turistico dell'ex Barbieri di Pievepelago, mentre per il liceo sportivo ci sarà da attendere almeno un anno. È stato comunicato lunedì sera al teatro di Riolunato alla settantina di genitori venuti, nonostante la notte di neve, per l'incontro sul futuro dell'istituto che rappresenta la scuola superiore di riferimento per l'alto Appennino. Una realtà che, nonostante la statalizzazione del 2011, sta incontrando problemi di numeri (8 le classi adesso), tanto che a settembre non si è riusciti a partire con la prima liceo scientifico, costringendo i ragazzi ad andare a Pavullo. Un fatto che ha evidenziato la necessità di cambiare l'offerta inserendo nuovi indirizzi specifici che spingano gli studenti a rimanere. Di qui questo faccia a faccia con gli amministratori di Pieve (il sindaco Corrado Ferroni), Riolunato (il vice Giordano Rocchi) e Fiumalbo (il sindaco Mirto Campi) e lo stesso Stefano Graziosi, preside del Cavazzi-Sorbelli di Pavullo, a cui l'ex Barbieri fa capo. È stata apprezzata la riconversione dell'indirizzo tecnico in turistico, ma diversi genitori si aspettavano che fosse lo stesso anche per il liceo, con il passaggio subito a sportivo, cosa che non si può fare senza una deroga dal Ministero. L'attuale legge infatti permette di avere un solo liceo sportivo per provincia e a Modena c'è già al Tassoni. Ma lì ovviamente non si possono praticare gli sport invernali che a Pieve avrebbero impianti d'eccellenza già felicemente coniugati con la scuola dal 2003 al 2008 con l'esperienza dello Ski College. Oggi una realtà di questo tipo manca in regione, di qui la speranza di poterla coniugare con il liceo sportivo tramite deroga: «Il percorso non è semplice – ha spiegato la consigliera regionale Luciana Serri, tra il pubblico - ma credo che abbiamo buone possibilità di farcela: è un obiettivo strategico per il territorio». Come ha sottolineato infatti Giulio Campani (presidente regionale Fisi-Comitato Appennino Emiliano), lo Ski College quando c'era era una garanzia di numeri: «Siamo partiti con 5 iscritti, e dopo quattro anni ne avevamo 42. C'erano ragazzi di Fanano, Sestola, Pavullo, Lama Mocogno, Riolunato, Pieve, Fiumalbo, Frassinoro e Abetone. Ma anche altri che venivano da Rieti, Rimini, Firenze, Livorno, Bologna e La Spezia». «C'è tutto un centro Italia che può guardare a Pieve, perché adesso l'alternativa è Tarvisio – ha rimarcato Campi – riproporre lo Ski College è di vitale importanza per mantenere i ragazzi sul territorio». «Non solo per la formazione – ha aggiunto Ferroni – ma anche per l'indotto turistico». «Serve una soluzione politica – ha osservato il preside Graziosi – perché finora a tutti i tavoli a cui ho partecipato ho ricevuto risposte negative per la normativa. Ci vuole un impegno preciso per dare a Pievepelago un'offerta che non sia la replica di altri istituti del Frignano».

Altrimenti è chiaro che Pavullo manterrà un'attrattiva maggiore e Pieve continuerà a perdere. Il tecnico-turistico è il primo passo, ma è evidente a tutti che da solo non basta.

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