I Quartieri stroncano il piano scuola di Modena
Nuovo passo falso della riforma: consiglieri, genitori e insegnanti chiedono al Comune di fermarsi. La parola a Muzzarelli
MODENA. Nessuno pensava che l’assemblea congiunta dei quattro quartieri sarebbe stata una passeggiata. Ma nessuno pensava che, di fatto, nemmeno uno dei consiglieri si esprimesse platealmente a favore del piano appena presentato dalla giunta. L’assessore Cavazza, con dirigente al fianco e l’assessore Caporioni sono stati da subito messi in un angolo anche dallo stesso Pd, dove gli interventi hanno spinto tutti per un periodo di riflessione.
Per motivi diversi, chi per questioni tecniche, chi per rispondere alle esigenze delle famiglie, chi per ragioni demografiche, è stata chiesta la sospensione del provvedimento. Non lo stop, chiaro, ma il rinvio per formalizzare al meglio tutto ciò che ci deve essere dietro alla costruzione dei comprensivi. L’impressione avuta ieri è quella di un piano più che mai forzato, portato avanti più per opportunità politica che per convinzione tecnica. Lo hanno dimostrato anche le risposte, spesso non puntuali di fronte agli interventi di chi di scuola sembrava sapere bene ciò che diceva.
A testimoniarlo gli applausi di una sala gremita come non mai - omologata per 58 posti quando in tutto c’erano più di 80 persone - dove gli insegnanti si sono ritrovati per ascoltare con le loro orecchie quanto stava effettivamente accadendo. E hanno potuto assistere increduli, senza diritto di parola, con Cavazza che ha ribadito come i numeri pubblicati dal nostro giornale sulla concentrazione degli alunni per classe siano sbagliati - sono passati quattro giorni, ma stiamo ancora aspettando la smentita con i numeri corretti dal Comune, a proposito di risposte evasive, ndr - e come lo stradario servirà anche nei prossimi anni per aggiustare le affluenze nei comprensivi. Un errore grossolano, dal momento che l’istituzione dei comprensivi prevederà, per definizione, il superamento dello stradario stesso. Ma è solo uno degli esempi. Per non parlare delle felici sottolineature dell’assessore Caporioni e della presidente Cristina Cavani sui percorsi partecipati che al grido di «sarete coinvolti» ha scatenato la reazione dei presenti: «Quale partecipazione che è già tutto deciso e giovedì sarete in consiglio per l’approvazione? Fino ad oggi ci avete solo presi in giro».
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Incisivi i commenti di Per Me Modena, sapientemente curati da Adriana Querzè. Passando in rassegna gli interventi di casa Pd, davanti ai consiglieri Paolo Trande e Simona Arletti che sono tra i più intenzionati a non forzare per trovare una mediazione, c’è l’imbarazzo della scelta. Mazzeo: «Le criticità vanno affrontate». Stortini: «Diamoci tempo per definire le cose e coinvolgiamo gli istituti». Tonelli: «Riflettiamo meglio sugli aspetti di integrazione che questo piano avrà». Franchini: «È necessario fermarsi un attimo». Può bastare. Quadro complesso che non sta insieme. Mai la giunta si era trovata in questa posizione. L’ultimo precedente di queste proporzioni riporta alla piscina al parco Ferrari della giunta Pighi, che poi non si fece. Il sindaco, se aveva ancora qualche dubbio, ora se li sarà tolti. E questa mattina la questione sarà nuovamente sul suo tavolo in vista della commissione del pomeriggio e del consiglio comunale di domani.
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