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«Richiamiamo il manifatturiero a casa»

«Richiamiamo il manifatturiero a casa»

La sfida lanciata da Caiumi, presidente di Confindustria: «Dovremo farlo dopo averlo esportato»

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«Siate intraprendenti e tenaci». È il primo consiglio che Valter Caiumi rivolge ai giovani. Il presidente di Confindustria Modena ne ha incontrati circa duecento ieri pomeriggio a Giurisprudenza. L’aula B della facoltà ha ospitato un incontro dal tema “L’economia modenese verso la ripresa”. Un traguardo ancora non del tutto raggiunto, ma su cui gli imprenditori di domani possono scrivere una parte importante. «La nostra economia manifatturiera - ha detto il presidente - si trasforma sempre di più in rivoluzione digitale. Ormai si parla di “4.0”. Il primo consiglio che posso dare ai giovani è di essere intraprendenti e tenaci. Occorre tesorizzare le esperienze del passato. Serve la capacità di aggregarsi, di riuscire a lavorare in gruppo». Un esempio sono le start up. Una realtà sempre più frequente, ma che non sempre porta frutti sul lungo periodo.

«Anche quando s’iniziano a creare i primi embrioni di business - ha ripreso Caiumi - non bisogna esserne contenti. Occorre che i giovani si continuino a raggruppare. Questa è la strategia vincente per il futuro». L’ospite, parlando con le studentesse e gli studenti, ha fatto l’esempio di Sundar Pichai, il nuovo Ad Google.

Graziano Pini, professore che coordina la serie di seminari di economia, politica e diritto, ha chiesto a Caiumi quale sia il suo segreto. «Quello che ho fatto io lo possono fare anche gli altri - ha risposto il presidente di Confindustria Modena - con l’iperattività si performa a certi livelli». Gli universitari hanno seguito l’incontro in modo “multitasking”. C’era chi prendeva appunti al computer e chi sul tradizionale taccuino. Qualcuno maneggiava con il cellulare, i più ascoltavano interessati mentre alcuni appoggiavano la testa sul banco. Al momento di fare le domande, tuttavia, nessuna mano s’è alzata. Le sollecitazioni non sono mancate.

«La disoccupazione s’attesta al 7,9% - ha ricordato Caiumi, citando percentuali regionali e nazionali (8,3% e 12,7% rispettivamente) - e non possiamo essere soddisfatti. C’è soprattutto un problema di disoccupazione giovanile. Il problema più grosso è che siamo abituati a un confort che non ci possiamo più permettere».

Non si può sottovalutare l’impatto del difficile scenario internazionale.

«Vedremo come si trasformerà la situazione nel prossimo futuro - ha detto il presidente - ritengo che riusciremo a superarla nel migliore dei modi. Dispiacerebbe se la ripresa, che tocca per la prima volta l’Italia, si dissolvesse perché la circostanza non è delle migliori».

Caiumi ha illustrato ai giovani i numeri delle attività economiche modenesi, divise per settori. Se l’export ha avuto un ruolo «nevralgico» per resistere alla crisi, è pur vero che «non è per tutti». Più volte il professor Pini ha rivolto un appello alla pubblica amministrazione perché ci sia «più coordinamento». Il presidente ha lanciato una sfida. «Chiamiamo di nuovo il manifatturiero a casa - ha concluso Caiumi - dopo averlo esportato. Dipende da cosa faremo come Confindustria con gli enti preposti per questa attrattività».

Gabriele Farina

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