Servizio in ambulanza, una scelta di vita
Elisa Luppi, da 15 anni in Croce Blu: «Ho capito che questa strada sarebbe diventata il mio lavoro»
MIRANDOLA. Elisa, grazie all'attività di volontariato iniziata quando era ancora una ragazzina, ha capito cosa avrebbe voluto fare da grande: l'infermiera.
«Mi ero iscritta a questa associazione per aiutare le persone e per avvicinarmi al mondo del volontariato, un mondo che ha mille sfaccettature e offre diversi servizi alla popolazione, poi piano piano grazie al volontariato ho capito quale strada lavorativa intraprendere - dice Elisa Luppi, di Mirandola, da 15 anni volontaria della P.A. Croce Blu di Mirandola - In quarta superiore i dubbi su cosa fare nel futuro sono tanti ma dopo un anno trascorso in associazione ho capito che volevo fare l'infermiera e i mille punti interrogativi che avevo in testa sono spariti in un attimo. Oggi questo è il mio lavoro e continuo ovviamente a fare volontariato in Croce Blu!». Elisa racconta che le cose che le piacciono maggiormente sono l'aiuto offerto alle persone e «le informazioni che riusciamo a trasmettere nelle serate a tema dedicate ai cittadini. Da qualche anno, infatti, ci rivolgiamo alla cittadinanza organizzando serate dedicate alla disostruzione pediatrica e al massaggio cardiaco e da due anni incontriamo periodicamente gli studenti delle scuole medie per insegnare loro le manovre di rianimazione. In questi 15 anni passati in Croce Blu - prosegue Elisa - ho vissuto davvero tante avventure e quelle che mi rimarranno maggiormente impresse nella memoria sono datate maggio 2012. La notte della prima scossa mi trovavo a lavoro e le chiamate per le ambulanze erano continue: alle 6.30 vedere una colonna di ambulanze pronte per venire a dare una mano alla popolazione, è stato impressionante. Una volta arrivati in ospedale, c'erano già diverse associazioni che stavano montando le tende per far sì che si potessero continuare i soccorsi fuori dalla struttura. Un altro episodio che ricordo distintamente è accaduto qualche giorno dopo il 29 maggio. La nostra associazione, come altre, è stata resa inagibile dal terremoto per cui ci siamo ritrovati letteralmente per strada, solamente con i nostri mezzi e poco altro. A fine maggio, la Croce Bianca di Bolzano ci ha donato un container da destinare a sede provvisoria e tanti altri volontari, di altre associazioni, sono andati a smontare per noi l'insegna nella sede inagibile per rimontarla nel container, un gesto che non dimenticheremo».
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