Gazzetta di Modena

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Sicurezza, rabbia al Villaggio Giardino

di Gabriele Farina
Sicurezza, rabbia al Villaggio Giardino

Spaccio, escalation di furti, degrado, i residenti hanno messo alle strette il sindaco: «Questo quartiere è in forte difficoltà»

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Spaccio di droga, furti, degrado... L’elenco dei problemi al Villaggio Giardino è lungo. A stilarlo sono stati gli stessi residenti. Le richieste sono state presentate da molti degli oltre cento presenti all’assemblea di lunedì sera.

Alla sala civica di via Curie i primi a parlare sono stati i bambini. Lo hanno fatto con una lettera, indirizzata al sindaco Gian Carlo Muzzarelli. Nel testo chiedono soluzioni per la zona di piazza Guido Rossa «Ringrazio i bambini per l’atto di coraggio - ha riconosciuto Muzzarelli - in cui denunciano comportamenti di altri. Cercheremo di fare una verifica. Chiedono anche una casetta per giocare. C’è da capire come si può mettere. Se s’impara a essere più educati c’è più rispetto». Un discorso che sembra valere per tanti dei temi sollevati dai più grandi. A cominciare dal traffico di sostanze stupefacenti.

«In via Leonardo da Vinci avviene sotto casa mia - ha detto un residente - a mia moglie è stato puntato un coltello nella pancia». «Abito in zona via Emilio Po - ha ripreso Maria Luisa Mari - in cui c’è molto spaccio. Lungo lo stradello del McDonald’s avviene a tutte le ore». Mentre i cittadini parlavano, il sindaco prendeva nota degli interventi. Qualcuno ha presentato più istanze in un’unica volta. «Chi deve fare e quando deve essere fatta la pulizia del parco - ha domandato Giacomo Macchia - visto che si trovano siringhe nella zona in cui giocano i bambini? La disinfestazione si farà? L’illuminazione è scarsa. I profughi sotto i portici sono controllati? Fanno i loro bisogni lì sotto e a loro si sono aggregati altri extracomunitari, anche dell’est, che bivaccano. C’è un grosso giro di spaccio di droga. Quando segnaliamo non venite con le sirene!».

Il problema dei furti è stato segnalato più volte. «Nel nostro appartamento in via Curie ce ne sono stati tre o quattro - ha ricordato un residente con i capelli bianchi - tra i primi e i secondi piani. Ci hanno consigliato di mettere i fari. Sarebbe dovuto essere un deterrente, ma sono tornati. Al Selmi hanno rubato cinque volte le bici. Una volta sono venuti addirittura con un furgone. Il preside dice che non ci sono i soldi, invitando a rivolgerci ai vigili». Sul tema delle “sicurezze” è intervenuto anche Franco Chiari.

«I furti in appartamento hanno cambiato faccia - ha assicurato il comandante della Polizia Municipale - ora ci sono molti furti nei garage che prima non c’erano, alcune macchine vengono lasciate sui mattoni perché vengono rubate le gomme. Sono ondate difficili da contrastare, ma il Villaggio Giardino non è la zona più a rischio di Modena». Il comandante ha discusso altresì della “percezione della sicurezza”.

«La delinquenza non è una percezione - aveva detto due giorni prima Guglielmina Battani, testimone dell’assalto alla Metro - purtroppo è una realtà...». «La percezione non vuol dire sottovalutare il problema - ha ribadito Chiari - perché dove i cittadini hanno paura noi dobbiamo intervenire». Quest’anno, gli agenti sono stati sollecitati soprattutto su piazza Guido Rossa (161 volte) e le zone limitrofe (78). Il sindaco ha assicurato che chiederà al ministro per la semplificazione, Marianna Madia, garanzie per portare l’organico della Polizia Municipale a quota 220 agenti. Interventi e incontri promessi anche per altri punti sollevati dai cittadini. Come il teleriscaldamento o il rilancio della zona dell’ex pizzeria. Ancora, la chiesa abbandonata («parleremo con il vescovo, don Erio») e la potatura di piante che stanno creando problemi a diversi residenti.

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