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Il Demanio batte cassa:Tennis Modena cerca un accordo

Carlo Gregori
Il Demanio batte cassa:Tennis Modena cerca un accordo

L'Agenzia del Demanio contesta al tennis Modena di aver pagato solo il 10% del canone negli ultimi vent'anni senza nessun accordo di agevolazione e ora lo Stato chiede gli arretrati e parla di futuri contratti a prezzo di mercato. La direzione del club centenario di viale Monte Kosica a Modena cerca una strada distensiva: «Siamo favorevoli a una soluzione col Demanio e chiediamo un incontro in tempi brevi per arrivare a una soluzione. Il canone? Spetta al giudice civile stabilirlo»

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MODENA. Sarà eventualmente un giudice civile a stabilire qual’è il canone corretto da pagare e a quanto ammonta l’ammontare di arretrati per il Demanio. Questa è la posizione del Tennis Modena alla luce della sentenza del Tar che non ha accolto il suo ricorso appoggiato anche dalla Fit (Federazione italiana tennis).

Se l’associazione sportiva ricorrerà poi a un giudice civile, è una questione aperta. In ogni caso la direzione ribadisce la massima disponibilità a cercare una soluzione stragiudiziale direttamente con la direzione regionale dell’Agenzia del Demanio.

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Nella sentenza dell’altro giorno il Tar di Bologna citava le ultime durissime richieste dell’Agenzia del demanio, elencate nel documento protocollato il 18 luglio scorso: il Tennis Modena, si diceva, non ha alcun titolo per occupare il bene demaniale di 15mila mq con palazzina antica e piscina e che se si stabilirà un canone questo sarà a prezzo di mercato e senza sconti, a meno che il club non si accolli la manutenzione straordinaria.

La risposta del presidente Giovanni Carpeneti e degli altri consiglieri prende le mosse proprio dalla questione degli accordi col Demanio. «Il Tennis Modena ha occupato fin dall'inizio delle proprie attività un'area demaniale in virtù di una regolare concessione amministrativa, realizzando importanti interventi edilizi. Una volta scaduta la concessione il Tennis Modena ha continuato ad occupare l'area demaniale, sostenendo ingenti spese per la valorizzazione dell'immobile e per le opere di ordinaria e straordinaria amministrazione, corrispondendo via via gli importi richiesti dal Demanio per l'utilizzo dell'area, in attesa del perfezionamento dell'accordo proposto dall'amministrazione e accettato dal Tennis ma mai concluso nonostante i reiterati solleciti del Tennis».

Poi vent’anni fa è iniziato l’inghippo: «Nell'anno 1996 il Tennis domandava all'amministrazione competente l'autorizzazione a sospendere il versamento delle somme eccedenti il 10% del canone addebitato, ricevendo l'autorizzazione in tal senso, in attesa della decisione del Demanio sul rilascio della concessione a canone agevolato. Successivamente il Demanio quantificava degli importi a carico del Tennis, a titolo di indennità per l'occupazione dell'area demaniale senza titolo, che il Tennis contestava ritenendoli illegittimi e ottenendone il riesame in occasione del procedimento pendente per il rilascio della concessione, a cui il Tennis ha partecipato depositando documenti e memorie e in occasione del quale l'Agenzia del Demanio ha fatto la stima dell'area».

Infine il no inatteso: «Il procedimento condotto dall'Agenzia del Demanio di Bologna, che sembrava destinato a concludersi positivamente per il Tennis, con l'accoglimento della istanza di concessione a canone agevolato, in conformità al parere in tal senso reso dall'Agenzia regionale nel mese di ottobre 2014, si è inaspettatamente concluso con il diniego della concessione a canone agevolato nel giugno 2015, facendo salva la possibilità dell'abbattimento del canone ordinario con l'assunzione degli oneri di manutenzione straordinaria da parte dell'associazione».

Ecco perché il Tennis Modena ha impugnato davanti al Tar di Bologna il provvedimento di diniego della concessione a canone agevolato: il ricorso serviva a ottenerne l'annullamento e «il riconoscimento dell'agevolazione, con conseguente annullamento delle richieste di pagamento ritenute illegittime e comunque superate in ragione del riesame».

Commenta la direzione del Tennis: «I giudici del Tar si sono pronunciati unicamente sul giudice competente, senza entrare nel merito delle questioni e dei motivi proposti dal Tennis a sostegno delle proprie ragioni. Queste verranno coltivate in un successivo contenzioso, nel quale si deciderà a quale canone avrà diritto il Tennis e che importi dovrà pagare per l'occupazione pregressa, tenendo conto delle somme già pagate e della valorizzazione dell'area».

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