Armi, a Modena e provincia 1 su 18 ne ha una in casa
Sono circa quarantamila tra pistole, fucili da caccia e da collezione, archi da tiro Boom per uso sportivo. L’armiere: «Tanti vogliono difendersi, pochi acquistano»
MODENA. In tutto il territorio modenese , popolato da 700mila cittadini, ci sono 40mila armi. Il che equivale a dire, secondo proporzioni meramente matematiche, che un abitante su diciassette possiede un arma, ha un arma in casa. Il dato è molto simile a quello della vicina Reggio e, secondo le autorità, si mantiene stabile da tempo. Dicevamo della proporzione matematica: in realtà bisognerebbe considerare, e questo lo affermano sia in questura che nei negozi di armi, che arma è una parola generica, che comprende dall’arco da tiro alla pistola per sparare al poligono, da quella di difesa personale a quella sportiva, dal fucile da caccia a l vecchio “archibugio” da collezione. E non solo, bisogna considerare che, una volta ottenuto un porto d’armi, questo consente di possedere tre armi comuni, sei armi sportive, un numero illimitato di fucili da caccia e almeno otto armi da collezione. E inoltre ci sono in città dei collezionisti, in verità non tantissimi, ma che possiedono centinaia di pezzi.
Una specie di grande censimento scattò nei mesi scorsi: entro il 4 maggio chiunque detenesse un arma era obbligato a presentare un certificato medico di idoneità psicofisica alla detenzione, lo stesso tipo di certificato richiesto per il rilascio del nulla osta all’acquisto. Il certificato medico dovrà attestare che il richiedente non sia affetto da malattie mentali oppure da patologie che ne diminuiscano, anche temporaneamente, la capacità di intendere e di volere ovvero non risulti assumere, anche occasionalmente, sostanze stupefacenti e psicotrope oppure abusare di alcol. Il certificato medico di idoneità psicofisica è rilasciato dalla Ausl o da un medico militare. In sostanza si è voluto fare il punto sulla situazione armi: fucili di famiglia ereditati dai figli, armi in casa da tanto tempo in mano a persone di cui non si conosce da tempo l’idoneità. Nel presentare questa nuova documentazione, hanno riferito in questura, c’è stato anche un boom di richiesta per porto d’armi sportive: ovvero, con un euro e 27 centesimi in più oltre alle spese standard dei documenti, si poteva richiedere anche questo tipo di porto. Che più che un porto d’armi consente il “trasporto” d’armi, cioè dà la possibilità di portarsi la pistola da casa al poligono.
Ma al di là dell’aver nel cassetto il porto d’armi, tanti non sono andati oltre. Mauro Maccaferri, titolare dell’armeria Hunter & Sniper, spiega l’andamento: «In tanti, di qualsiasi ceto sociale, entrano in armeria, raccontano di aver subito un furto, che sono stanchi, che si sentono insicuri e che soprattutto vorrebbero difendersi. Allora io semplicemente indico loro la mia bacheca con gli spray al peperoncino e consegno loro anche una cartella con le fotocopie dove sono indicati tutti i passaggi, i costi e i documenti da fare per ottenere un porto d’armi ad uso sportivo, il modo cioè per avere un’arma nel cassetto di casa. Su cento che escono da qui con il papiro, al massimo cinque ritornano». E i porto d’armi per difesa personale? I dati e le richieste passano direttamente dalla prefettura che gestisce ogni pratica. Un dato parla di 455 porto d’armi per difesa personale rilasciati nel 2015 mentre nel 2014 erano ne erano stati rilasciati 365, novanta di meno.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
