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Caprari, la vertenza diventa aspra

Caprari, la vertenza diventa aspra

Ieri ancora sciopero. Pizzolla (Fiom): «Trovano i soldi solo per gli amministratori»

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Un nuovo sciopero di 3 ore e mezza è stato indetto ieri dai sindacati Fiom/Cgil, Uilm/Uil e Rsu ieri all’azienda Caprari di Modena dopo l’atteggiamento di chiusura dell’azienda, dimostrato ancora una volta nella serata di mercoledì.

«La Fiom/Cgil – afferma il segretario provinciale Cesare Pizzolla – a nome della Rsu Caprari Modena e Reggio Emilia, ha inoltrato per le vie brevi a Confindustria Modena l’ennesima richiesta di incontro con l’intento di trovare una soluzione rapida e condivisa alla vertenza Caprari». La Fiom/Cgil si é resa anche disponibile ad una “trattativa non stop” per accelerare al massimo i tempi per arrivare a un accordo e tornare a normali relazioni sindacali.

A tale richiesta la Caprari ha risposto, tramite Confindustria Modena, con un secco “no”. «Questa è l’ennesima risposta – ha precisato il sindacalista Pizzolla – che fa intendere che la direzione della Caprari non ha nessuna intenzione di rinnovare il contratto e le motivazioni riportate vanno ben oltre le questioni di merito. Da parte dell’azienda non c’è la volontà di trovare un accordo».

«Prendo atto - aggiunge ancora polemicamente Pizzolla - che i soldi necessari ad aumentare tra il 2012 e il 2014 del 30 per cento i compensi di quattro amministratori, passando da poco più di 600.000 a oltre 800.000 euro, si sono trovati, e invece si continua a negare la possibilità di adeguare il premio dei lavoratori che contribuiscono a creare la ricchezza di questa impresa».

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