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«Col cibo vi porto alla riscoperta delle nostre città»

di Serena Arbizzi
«Col cibo vi porto alla riscoperta delle nostre città»

Chiara Papotti è l’autrice del blog “Carpifood” viaggio online nella tradizione enogastronomica

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Si è laureata nel 2014 in Scienze Gastronomiche all’università di Parma, a coronamento di una passione per il cibo che viene da lontano e, una volta tagliato questo traguardo, ha voluto creare in rete uno spazio dove raccontare la nostra tradizione enogastronomica, che lei ben conosce fin da bambina, apprendendo l’amore per le eccellenze alimentari in famiglia.

Il blog si chiama “Carpifood” e lei è Chiara Papotti, alla guida, insieme alla famiglia, della omonima macelleria di Fossoli. «Sentivo l’esigenza di mettere al centro l’amore che ho per il cibo e per la mia città, Carpi, e così ho chiamato questo spazio “Carpifood”. Qui, partendo dal cibo, racconto la storia della nostra città. Recupero ricette antiche per ricostruire il gusto che ci caratterizza come comunità. Il cibo, in Italia (e qui in Emilia in modo particolare) è tradizione vivente, che si sviluppa, si modifica e crea cultura. Nel corso dei mesi, ho notato che c’è moltissimo interesse, soprattutto fra i giovani, nel riscoprire “i sapori di una volta”. Non è solamente “nostalgia dei tempi andati”: è desiderio di conoscere meglio le proprie radici, gustando i cibi prelibati che la nostra meravigliosa cucina ci offre».

« La tradizione culinaria della nostra storia recente - prosegue Chiara - lascia davvero a bocca aperta per qualità e capacità innovativa. Io personalmente ho ascoltato moltissimi racconti di come fossero ingegnose le nostre massaie durante il periodo della guerra e nei decenni immediatamente successivi. Con ingredienti semplici hanno creato piatti che tutto il mondo ci invidia, che assaporiamo ancora oggi e resistono ai cambiamenti imposti dalle tendenze del momento. La cosa interessante è che la trasmissione delle ricette è ancora prevalentemente orale. Intendiamoci: esistono le formule, per così dire, “ufficiali”; ma ogni famiglia ha le sue tradizioni, le sue varianti, il suo “tocco in più”, che personalizza il piatto, lo rende unico e, allo stesso tempo, lo inserisce in una tradizione più grande. Fermo restando che ogni parte d’Italia meriterebbe un approfondimento, la tradizione culinaria carpigiana ha sviluppato questi aspetti, con esiti particolarmente positivi».

E viste le festività natalizie imminenti non può mancare un tuffo nel passato per scoprire quali ricette prevede la tradizione in questo periodo. «La tipica cena della Vigilia carpigiana prevedeva gli spaghetti con le sarde o il tonno, oppure i tradizionali tortelli di zucca conditi con il burro. - aggiunge Chiara - Era infatti credenza diffusa che consumare la zucca nel periodo natalizio, propiziasse la conservazione o l’accumulazione del capitale monetario. Come secondo piatto veniva preparato il baccalà oppure l’anguilla o pesce marinato (pès putanein) con contorno di insalata. A fine pasto si consumava l’uva appassita che era stata conservata in tralci appesi alle travi del granaio, il pane di Natale e i tortelli fritti dolci. Il tutto, sia per gli adulti che per i bambini, innaffiato da buon vino casalingo. Tra le famiglie cittadine, specie per i più abbienti, era tradizione servire la raffinata Spongata che alcuni, come clienti di riguardo, ricevevano come omaggio dai gestori delle drogherie».

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