Fuga di monossido: marito in extremis salva moglie 58enne
Lama Mocogno. Dramma nella notte alla borgata “La Cà” La donna ora in camera iperbarica. Fuga di gas dalla stufa
LAMA MOCOGNO. Tragedia sfiorata la notte scorsa nella campagna di Lama Mocogno, ancora una volta per una questione di monossido di carbonio, una costante ormai degli inverni in Appennino, in particolare nelle abitazioni più isolate. È successo tra le frazioni della Santona e di Sassostorno, nella borgata nota come “La Cà”, al civico 25 della strada omonima, dove c'è una villetta in cui vivono due famiglie: da una parte, un'anziana residente qui con sua figlia, e dall'altra una coppia di pensionati di Modena che utilizza la sistemazione come seconda casa per trascorrervi dei periodi di villeggiatura. È qui che si è verificato il fatto: i due erano venuti su giusto mercoledì e si erano appena sistemati quando improvvisamente verso le tre di notte il marito, che dormiva al piano di sopra, ha sentito le grida d'aiuto della moglie, la 58enne L.V. È sceso e l'ha trovata per terra mentre tentava di aprire la porta che dava sulle scale. Si era alzata da letto perché si era sentita male ed era caduta, pur senza perdere conoscenza. Ma faticava tantissimo a respirare. L'uomo ha chiamato subito i soccorsi, che hanno disposto il trasporto all'ospedale di Pavullo, dove è rimasta in osservazione tutta la notte per essere poi condotta in mattinata a Vaio (Fidenza) per il trattamento di ossigenoterapia in camera iperbarica nel centro specialistico. Le è stato riscontrato infatti un principio di intossicazione che poteva avere conseguenze tragiche se il marito non si fosse svegliato intervenendo subito. Il 118 ha chiesto accertamenti sugli ambienti ai vigili del fuoco di Pavullo, sul posto ieri mattina insieme alla polizia municipale: dai test si è riscontrato il malfunzionamento di un fornello a gas di quelli che si usavano una volta, collegato a una bombola di gpl che di per sé non ha avuto alcun problema, sia nell'aggancio che lungo il tubo. La causa di tutto era solo il fornello, che sostanzialmente bruciava male. E il monossido che si era creato dalla cucina era subito passato alla camera da letto perché la porta era stata lasciata aperta. Non una questione di caldaia dunque, in un'abitazione peraltro riscaldata tramite un impianto indipendente alimentato a gasolio. Ma comunque sempre legata a vecchie apparecchiature. «Ho sentito i soccorsi nel cuore della notte – ha raccontato la vicina Maria Teresa Castelli, che era in casa con la mamma anziana – ma pensavo che la signora si fosse sentita male per qualcos'altro, non immaginavo che ci fosse un allarme monossido. Per fortuna è andata bene, speriamo che si rimetta presto».
I sanitari hanno fatto sapere che l'intossicazione era solo agli inizi e quindi dopo adeguato trattamento non ci dovrebbero essere conseguenze, tanto che già per ieri sera era previsto il rientro all'ospedale di Baggiovara.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
