Il parere dei giovanissimi «Meglio usare il condom»
Molti i pregiudizi, le ansie e un’unica certezza, quella sull’utilità dei profilattici Dalla scuola attese informazioni corrette: «Ora so che un test può salvarci»
Abbiamo intervistato alcuni ragazzi modenesi per capire quale sia la conoscenza dei giovani riguardo rischi, diffusione e modalità di trasmissione dell'Aids.
Il primo è Claudio, 17 anni.
«Cos'è il virus dell'HIV? - dice - Penso sia una malattia mortale che si può prendere a causa di rapporti sessuali e forse anche con la saliva. Ad oggi i ricercatori non hanno trovato una cura, o meglio, da quanto so, ora si può prolungare la vita di una persona ma non guarirla completamente. Se uso il preservativo? Certo, sempre. Ho affrontato questo tema a scuola nel primo quadrimestre, mi è piaciuto l'incontro che abbiamo fatto, poiché l'esperto che ci è venuto a parlare ha sottolineato la gravità della malattia e i seri rischi che si corrono. Io penso che prevenire sia meglio che curare, perciò, visto che per questo virus la cura non c'è, per salvarti, a maggior ragione, ti conviene prevenire».
Sullo stesso argomento interviene anche Laura, che ha 15 anni e frequenta le scuole superiori.
«So che l'Aids - dice - riduce le difese immunitarie al minimo e, di conseguenza, anche il più innocuo dei raffreddori potrebbe causare la morte. Non penso sia guaribile. È sessualmente trasmissibile e si può prendere anche attraverso lo scambio di sangue. Col mio ragazzo il preservativo non lo uso mai, a parte rare occasioni. So che si può fare un test per scoprire se sei infetto, ma non l'ho mai fatto».
Il terzo parere arriva da Giorgio, da poco maggiorenne.
«Il virus dell'Hiv è molto grave - aggiunge - si prende da rapporti sessuali non protetti.
Nei paesi del terzo mondo è molto più facile contrarlo, perché non c'è possibilità di prendere determinate precauzioni.
Uso sempre il preservativo e sono a conoscenza della possibilità di fare un test per scoprire se si ha contratto o meno il virus. A scuola non ne abbiamo mai parlato e penso sia un errore da parte del nostro istituto, perché questo è un tema che, chi più, chi meno, riguarda tutti i ragazzi».
Incontriamo poi altri tre ragazzi: Chritian, Giacomo e Antonio. Parte Christian, 18 anni: «L'Aids è una malattia venerea che provoca la morte. Si può prendere tramite rapporti non protetti. Uso sempre il preservativo. Penso sia una malattia guaribile se diagnosticata in tempo, ma non sono sicuro, perché a scuola questo tema non lo abbiamo affrontato purtroppo, perciò le mie conoscenze sono molto generali».
Sulla falsa riga di quanto detto da Christian, prosegue Giacomo: «Anche io so che è una malattia venerea, trasmissibile tramite rapporti sessuali e non è guaribile. Sono compagno di classe di Christian, perciò anche io, come lui non ho affrontato il tema a scuola, anche se son venuto a sapere che esiste la possibilità di fare un test per scoprire la sieropositività o meno».
«Si, anche io so del test - afferma Antonio - ma ero a conoscenza di cose diverse rispetto agli altri due miei amici riguardo la malattia. Penso infatti che esista ormai solo nei paesi meno civilizzati, come l'Africa ad esempio. Si prende solo se sei omosessuale ed hai rapporti con un altro omosessuale, però è guaribile». L'ultimo intervistato si chiama Lorenzo, 19enne residente a Modena: «L'Aids è una malattia infettiva che provoca una degenerazione per cui anche la minima influenza o il minimo raffreddore rischiano di essere letali. Si può prendere tramite rapporti sessuali con un sieropositivo, oppure entrando in contatto col sangue di un sieropositivo. In linea generale uso il preservativo, poi ammetto che ci sono delle volte in cui la ragazza lo rifiuta e allora non lo metto. Che io sappia questa malattia non è guaribile, forse ci sono dei farmaci che ne ritardano gli effetti degenerativi. Onestamente non ero a conoscenza del test gratuito per scoprire la propria sieropositività, però so che si può scoprire di avere l'Aids anche solo con le analisi del sangue».
Dalle parole dei ragazzi è emersa dunque, in generale, una discreta conoscenza di cause e conseguenze della malattia, ma il tema risulta ancora poco chiaro quando si va a scavare un po’ più a fondo, al di là dell'alto tasso di mortalità del virus e della sua trasmissione mediante rapporti sessuali non protetti.
In qualche caso è ancora diffusa la credenza secondo la quale l'Aids si trasmetta solo tra omosessuali e addirittura mediante la sola saliva.
Infine il mancato approfondimento dell'argomento a scuola, certificato dalla quasi totalità degli intervistati, può far facilmente pensare che anche solo una campagna capillare di prevenzione nelle scuole del territorio di Modena e provincia, potrebbe portare ad una presa di coscienza ancora più forte, prepotente da parte dei ragazzi, in modo da ridurre ancora di più i rischi di contrazione del virus fino a magari un giorno eliminarli quasi totalmente.
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