Spilamberto, rapina in casa e bambino aggredito
Un mese di prognosi per le ferite dopo che i banditi lo hanno sorpreso nell’abitazione che volevano svaligiare
SPILAMBERTO. Trenta giorni di prognosi dopo una notte trascorsa in ospedale tra accertamenti e cure mediche. È la conclusione a cui sono arrivati i dottori del Policlinico di Modena, che hanno a lungo visitato e controllato un bambino che vive a Spilamberto con la famiglia. E sono stati i genitori ad accompagnarlo al pronto soccorso dell’ospedale, parlando di un furto trasformato in rapina in cui il piccolo è rimasto coinvolto nella sua abitazione.
Le circostanze sono ancora tutte da chiarire e ci stanno provando i carabinieri, che hanno raccolto la testimonianza della famiglia, ora in fase di verifica. Dalle prime ricostruzioni, non verificabili attraverso l’Arma che sta lavorando nel massimo riserbo, viene raccontato che il bambino era in casa con un’altra persona. Quando i ladri sono entrati nell’abitazione i genitori non erano presenti e così i banditi hanno pensato di poter agire senza particolari problemi. O meglio, nel racconto fatto ai sanitari, si è detto che il ragazzino si è trovato faccia a faccia con un ladro. Fin qui le certezze a cui fanno seguito una serie di ipotesi che gli inquirenti stanno verificando.
Nei convulsi momenti delle cure mediche si sono accavallati tre racconti che comunque non cambiano la gravità dell’accaduto, ma potrebbero modificare soltanto gli eventuali strascichi penali. Si è parlato di un aggressione in pieno stile con il bambino malmenato dal ladro, che si è accanito contro di lui. Poi, però, si è fatta largo una seconda strada, che non contempla più le percosse, sostituite invece da una spinta molto violenta, che ha fatto cadere la giovane vittima. Una reazione assurda, fatta ai danni di un ragazzino inerme. È la tesi più credibile anche perché estremamente compatibile con le ferite riscontrate dai medici durante la lunga notte passata al Policlinico. Ed infine c’è la terza strada seguita dagli inquirenti, ossia che il bambino sia caduto da solo nel tentativo di fuggire durante l’intrusione dei banditi. Tutte circostanze che andranno comunque verificate nei minimi particolari.
Così come i carabinieri sono impegnati a controllare la situazione familiare. Si cerca infatti di capire se la rapina abbia un’attinenza con i genitori e se questi ultimi possano fornire qualche dettaglio utile. I banditi conoscevano la famiglia e quindi erano andati a colpo sicuro oppure si tratta dell’ennesimo caso di una serie di furti che stanno mettendo in allerta Spilamberto e per i quali è già previsto un tavolo tecnico in prefettura? La testimonianza del ragazzino sarà quindi importante soprattutto per provare a stilare un identikit del ladro che ha incrociato e a circoscrivere la dinamica di quanto avvenuto in quei drammatici istanti.
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