Modena. Allarme dei genitori: «Bande di bulli alla scuola Ferraris»
Un papà: «Un ragazzino picchiato è finito al pronto soccorso e la famiglia lo ha trasferito». Lunedì incontro con la preside
MODENA. Scuola media Ferraris in via Divisione Acqui: un gruppo di genitori, alcuni del comitato di classe e altri ben informati di quello che accade, chiedono che si intervenga, che si trovi presto una soluzione «perché - dicono - la situazione è limite e i nostri figli hanno paura, chiedono di esser “scortati” in classe dai genitori, chiedono protezione e non stanno vivendo in un clima sereno. Tutto questo si ripercuote in tutto, dall'applicazione allo studio alle famiglie e ai loro rapporti interpersonali».
Cosa succede? «Si fa presto ma spiegare- dice un genitore - perché il fatto più eclatante parla da solo. Una quindicina di giorni fa un ragazzo è stato picchiato dal gruppetto dei bulli, è finito al pronto soccorso dove i medici gli hanno dato 5 giorni di prognosi. I genitori lo hanno trasferito. Un’altra ragazzina è stata strattonata e si è fatta male al gomito». Ma chi sono questi bulli? «Si tratta - spiega il genitore - di ragazzi di seconda e di terza media dell’istituto. Alcuni sono ragazzi difficili altri con problemi familiari. Questi hanno fatto presto “comunella”, hanno creato delle bande e come sempre in questi casi qualcuno si associa per spirito di emulazione. E questi ragazzi se la prendono con i più piccoli, fanno i gradassi, aspettano all’uscita la loro vittima per saltargli addosso, per alzare le mani. Girano per i corridoi durante la ricreazione e si accaniscono contro qualcuno. Insomma si credono i padroni della scuola e non c’è mai un intervento che li possa contenere. Durante le ora di ginnastica mi riferiscono i ragazzi che le merendine spariscono dagli zaini. Anzi, una volta uno zainetto era stato sottratto. Alla fine è stato ritrovato gettato in un’aiuola nel cortile. Uno bulletto si è pure vantato, mi hanno raccontato i ragazzi, di avere un coltello a serramanico dentro allo zaino. Vero o non vero, è tutto il contesto che non può proprio andare».
Ragazzi difficili, piccoli gruppetti che imperversano. «Abbiamo interpellato più volte la preside, che è nuova quest’anno. Appelli, parecchie lettere. Abbiamo avuto risposte che riteniamo non soddisfacenti, anzi veniamo tacciati di miopia. Certo. è giusto prediligere il dialogo piuttosto che le sanzioni ma occorre anche che si creino delle condizioni per porre dei paletti, non si può lasciare che tutto accada. Anche i bidelli non fanno nulla e non collaborano, la loro risposta è sempre quella, cioè che queste cose non sono di loro competenza. Gli insegnanti? Parlano del coordinatore, non vogliono mettersi in mostra. Insomma, qui si tende a minimizzare». Lunedì alle 18, alle Ferraris ci sarà proprio un incontro su questo argomento, un faccia a faccia tra preside, vicepreside e i genitori. Un’assemblea che si preannuncia piuttosto calda, in virtù del fatto che, da una settimana , il riscaldamento della scuola è andato in tilt e i ragazzi fanno lezione con il piumino.
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