Apre il centro studi Borsellino «Così diffondiamo la legalità»
È stata presentata ieri la nuova collaborazione tra Fondazione Cr Carpi e Centro studi, documentazione e ricerca “Paolo Borsellino”: si tratta del primo Centro studi al di fuori della Sicilia...
È stata presentata ieri la nuova collaborazione tra Fondazione Cr Carpi e Centro studi, documentazione e ricerca “Paolo Borsellino”: si tratta del primo Centro studi al di fuori della Sicilia intitolato al magistrato, vittima della strage di via D’Amelio del 1992, per diffondere la cultura della legalità con particolare attenzione alle giovani generazioni. Il centro si sviluppa su un progetto quadriennale, con durata fino al 2018, e avrà sede alla Casa del volontariato di via Peruzzi: la Fondazione Crc hanno impegnato 150mila euro per questo obiettivo. Ieri mattina, alla sede dell’ente di via Sardegna, era presente Rita Borsellino in persona, sorella di Paolo e presidente del centro Studi, la quale ha illustrato lo spirito dell’importante iniziativa insieme al numero uno della Fondazione Giuseppe Schena. «Iniziamo un percorso comune all'insegna della cultura della legalità. – ha commentato Rita Borsellino – lo facciamo sulla scorta della bellissima frase pronunciata da Paolo che invita alla lotta alla mafia tramite un movimento culturale e morale che coinvolga tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale. “La mafia sarà vinta da un esercito di maestri elementari”, diceva, infatti, Gesualdo Bufalino. Il Centro - continua - pone tra le proprie finalità la conservazione e divulgazione delle fonti documentarie e delle testimonianze di esperienze didattiche sorte su territorio siciliano e ispirate a innovativi modelli di più ampio respiro europeo. La mia paura, è che in un contesto in cui si opera contro il terrorismo, non si scriva anche la parola mafia: sia la mafia, sia il terrorismo, infatti, usano la prepotenza per asserire i propri poteri». Nello specifico, il Centro studi intenderà, quindi tra l’altro: promuovere ricerca scientifica per incrementare coooperazione e integrazione; accogliere, custodire, produrre e diffondere materiale informativi e documentazione nel campo della legalità democratica, diffondere la cultura dell’incontro, della condivisione e della pace».
Serena Arbizzi
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