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Moschea, il referendum bocciato dal consiglio

Castelfranco. Maratona fino alle 4 di mattina. Lega: «Ignorate firme dei cittadini» Pd: «Il centro islamico ha bisogno di ampliarsi e sostiene le spese in autonomia»

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CASTELFRANCO. Bocciato giovedì, dopo il voto nella notte, in consiglio comunale il referendum sulla moschea che dovrà sorgere a Castelfranco e per la quale il centro islamico ha già individuato il terreno. Furiosi gli esponenti della Lega che avevano raccolto le firme in città. Quattro i voti favorevoli di Lega e FI, Pd e Movimento 5 Stelle hanno votato contro e la lista Frazioni e Castelfranco non ha partecipato al voto.

«Constatato che il dialogo aperto con tanti cittadini non si concilia con questo pubblico consesso, fa niente, noi andiamo avanti insieme a loro - ha commentato la consigliera della Lega Cristina Girotti Zirotti - Restano la forte critica e dissenso, e non solo da parte nostra, nei confronti del Pd, del sindaco e della Giunta, che hanno escluso i cittadini dalla decisione e hanno tenuto celato un tema di così grande rilevanza. Non è così che si costruisce la coesione sociale Noi siamo additati come i soliti brutti, razzisti, cattivi e anticostituzionali, mentre gli altri sono i bravi, buoni, colti delle loro dottrine a tal punto da vedere un mondo diverso. E poi chi ha detto che non si consente la libertà di culto? Fermo restando il diritto a professare la propria fede religiosa, occorre rimarcare che non è stata stipulata ad oggi, alcuna intesa fra lo Stato Italiano e le organizzazioni religiose islamiche, a differenza di quanto avvenuto per le altre confessioni religiose. Altri hanno deciso di non partecipare al voto.E chi vive in zona Venturina è preoccupato della svalutazione delle abitazioni che si avrà in quella zona».

Sulla questione è intervenuto anche il gruppo Pd di Castelfranco: «Pensiamo che in momenti complessi e difficili come questi sia compito di ognuno di noi cercare di favorire un clima di distensione, di avvicinamento sociale e di impegno a non prestare il fianco alle politiche dettate dalla pancia, dall'odio e dalla diffidenza. L'attuale sede del centro culturale islamico, utilizzato anche come luogo di preghiera, è divenuto ormai inadeguato all'esercizio della propria religione, pagando con le proprie risorse economiche sia il terreno sia la costruzione del nuovo edificio».

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