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Scuole, problema comprensivi: «Così si potranno perdere fino a 15 posti di lavoro»

di Davide Berti
Scuole, problema comprensivi: «Così si potranno perdere fino a 15 posti di lavoro»

Dopo l'approvazione degli istituto comprensivi continuano le polemiche a Modena. La denuncia dei sindacati. L’ex assessore e consigliere Querzè molto dura: «È una delibera bluff. Tutto è lasciato al caso e ci sarà il caos nelle iscrizioni»

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MODENA. Il giorno dopo l’approvazione della delibera sui nuovi comprensivi, dieci come nel progetto del Comune con la sola eccezione di una partenza ritardata per quelli che presentano più criticità (Lanfranco, Guidotti, Mattarella), agli operatori della scuola resta l’amarezza. La sintetizza Mara Mellace della Cgil di Modena, che prefigura quelli che potranno essere gli scenari delle prossime settimane: «C’è stata una riflessione che sicuramente è stata determinata dal grandissimo movimento che si è scatenato. Sulle criticità ci sono stati rilievi sia dal punto di vista sindacale che dal punto di vista delle famiglie. Abbiamo chiesto un anno con apertura di concertazione che porti ad avere una piena consapevolezza di quelle che sono le ricadute, e che queste ricadute siano positive. I sindacati sono venuti a conoscenza dell’operazione molto tardi e attraverso la stampa. Essere convocati a monte dell’operazione avrebbe comportato qualche riflessione ulteriori. Non siamo solo sulla perdita delle due autonomie scolastiche, due dirigenti e direttori amministrativi, ma anche dodici o tredici collaboratori scolastici e tre o quattro assistenti amministrativi. Il fatto che siano contratti a tempo determinato non ci consola, perché si tratta di lavoratori che rischiano di rimanere a tutti gli effetti senza stipendio».

Chi non accetta la mediazione è Adriana Querzè, per la prima volta interessatissima spettatrice in consiglio comunale - che lei stessa ha lasciato la primavera scorsa dopo aver fondato Per Me Modena - e non poteva che essere così quando si parla di scuola: «È una delibera bluff. Non riesco a definirla in altro modo. È un testo che parla di apertura di tavoli con lavori che si concluderanno il 15 febbraio, nel bel mezzo delle iscrizioni, con un testo che fa fede, ed è quello della delibera che prevede ancora e comunque i dieci comprensivi che erano in discussione. L’intervento correttivo non è specificato, non si dice nero su bianco verso quali comprensivi andrà fatto, come sarà strutturato, che tipo di percorso si seguirà, in che tempi. Come sarà strutturato tutto ciò? Chi seguirà il percorso? Che criteri chi seguiranno? Nella delibera emendata c’è scritto soltanto che si discuterà delle criticità di alcuni comprensivi con i rappresentanti istituzionali. Ma come saranno coinvolti, in che tempi, per quali discussioni, chi tirerà le fila, chi considererà esaurito il lavoro di confronto? Tutto è lasciato così, al caso, senza una regola precisa. Per questo dire ora dove si andrà è difficile immaginarlo: il 15 febbraio tutto sarà a buon punto e non si potrà aspettare tempo, perché se ci saranno modifiche anche minime, occorrerà acquisire tutti i pareri delle scuole di Modena ad un piano cambiato. E non ci vorranno due giorni, ma almeno un mese per tutta queste serie di atti obbligati che non potranno essere omessi. Se il Comune riuscirà a bloccare, anche solo con una modifica, una delibera già approvata in questo modo è un mistero, si tratta di un vero e proprio pasticcio giuridico che è incomprensibile da gestire».

Va detto che il Comune ha chiarito che le iscrizioni per le scuole medie inizieranno dopo il 15 febbraio, e se dovessero iniziare prima per decisioni regionali, il percorso di confronto sarebbe ovviamente accorciato per dare modo ai modenesi di iscrivere i propri figli nelle scuole che realmente faranno parte dell’offerta formativa del prossimo anno, e non solo sulla carta.

@dvdberti

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