Vigili armati in consiglio, polemica
Gli agenti seguono il dibattito con la pistola d’ordinanza. Il Pid: «Non accada più»
«Mai più armi in sala consiliare». Politica Indipendente Democratica avverte il sindaco e la maggioranza che l’articolo 17 della Costituzione sancisce che i cittadini hanno diritto di “radunarsi liberamente e pacificamente senza armi”.
«Nel consiglio comunale dello 27 ottobre - dice il suo esponente Angioletto Usai - all’interno della sala consiliare erano presenti gli agenti di polizia municipale in divisa e armati. Premetto che la polizia municipale non ha responsabilità dell’accaduto, perché ha obbedito a una richiesta della maggioranza, ma riteniamo che il sindaco Claudio Pistoni e tutta la giunta abbiano violato in questo modo la Costituzione italiana; una violazione anche “visiva” della libertà di espressione; un abuso della maggioranza nei confronti dell’opposizione e di tutti i cittadini presenti. La presenza delle armi in sala consiliare infatti ha il risultato di limitare la facoltà e la volontà di esprimersi e di ascoltare dei presenti. Dobbiamo stare attenti che per una vaga e moderna concezione dei poteri non si vengano a stabilire principi, che a poco a poco ci fanno perdere la libertà nel senso più alto e ampio, frutto del supremo sacrificio di uomini e donne di ogni provenienza politica nella nostra storia nazionale».
Poi Usai lancia due precisi interrogativi. «Perchè l’amministrazione ha richiesto gli agenti armati in aula? Ci sono stati eventi che il sindaco non ci ha comunicato che hanno reso necessario un controllo così rigido dell'assemblea e dei presenti? Come Pid, ci batteremo perché questi atteggiamenti autoritari non si verifichino mai più nella più importante sede pubblica e politica cittadina. Saremo presenti e terremo sotto controllo dalla prossima, tutte le riunioni consiliari come uditori, ma pronti a denunciare pubblicamente e nelle sedi opportune qualunque tipo di abuso e violazione costituzionale». (g.b.)
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