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Chi viene a conoscersi?

Enrico Grazioli
 Chi viene a conoscersi?

 Chi viene? Chi viene martedì 1 dicembre in piazza Roma a Modena a “Non in nostro nome”, la fiaccolata per dire no alla barbarie del terrorismo e della guerra? Chi viene, in quel posto capace di bellissime luci che è...

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MODENA. Chi viene? Chi viene martedì a “Non in nostro nome”, la fiaccolata per dire no alla barbarie del terrorismo e della guerra? Chi viene, in quel posto capace di bellissime luci che è diventato piazza Roma a Modena, non fa solo quattro passi con un lume in mano ma s’incammina.

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Lungo uno di quei percorsi “di comprensione e di cittadinanza fondati sui valori condivisi che sono alla base della convivenza, nel nostro Paese e in Europa”. Così li aveva definiti, il giorno dopo Parigi, il vescovo Erio, esprimendo la propria fiducia nel dialogo, nell’integrazione e nella cultura per “isolare chi usa la religione come strumento di terrore e cieca violenza”.

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Parole sante, giuste e civili, non dissimili da quelle scelte dai Giovani Musulmani (con o senza maiuscola) di Modena per immaginare la manifestazione di dopodomani. E che guarda caso hanno già ottenuto un primo importante risultato: raccogliere l’adesione di una quarantina di associazioni e realtà modenesi con storia ed estrazione diverse, ma che tutte hanno a cuore la pace senza confini. Tutte alla pari, anche nel manifesto che presenta l’iniziativa, perché è iniziativa di tutti: è di Modena.

Non metterà fine alle paure, non cambierà nessuno scenario diplomatico o investigativo, sarà solo la fiaccola che possiamo portare: perché noi piccoli gesti possiamo fare, impegno e speranze seminare. Ma sarà comunque più di quanto possono dare i tavoli interreligiosi che pure esistono e lavorano; molto di più di uno sguardo distratto a tv o social network, con il magone per le vittime che si alterna al retropensiero su un qualche dio diverso dal nostro che induce il male o il pericolo.

Sarebbe bello che quel passo in più lo facessero in tantissimi, a partire anche e soprattutto dalle figure che guidano qui le comunità di credo diversi: il funerale di Valeria a Venezia ci ha insegnato quale potere intimo e collettivo esprime la presenza contemporanea, in dialogo, delle diverse ispirazioni di fede e anche della laicità rispettosa e rispettabilissima.

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E poi di sera, con una luce in mano ci si guarda anche meglio in volto. Ci si conosce di più e davvero. Chi viene, martedì? Chi non viene?

@engraz

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