Le quattro gemelline sono già un caso scientifico nazionale
Secondo il primario di Ostetricia e Ginecologia, prof. Fabio Facchinetti, si tratta di due coppie diverse una nata dalla scissione di un embrione impiantato e l’altra da un normale rapporto sessuale
Sono stazionarie le quattro gemelline nate al Policlinico con un parto cesareo. E sono già al centro di un caso scientifico nazionale: l’ipotesi, che pare più che fondata, è che siano due differenti coppie di gemelle. La prima coppia frutto della scissione di un embrione fecondato impiantato clinicamente e la seconda coppia generata da un rapporto sessuale normale.
L’evento di una doppia coppia di gemelli sarà quindi oggetto di studi medici più approfonditi, dato che non esistono precedenti nazionali in materia, come ha spiegato ieri il primario di Ginecologia e Ostetricia del Policlinico, il professor Fabio Facchinetti.
Mamma Hu Suquij sta meglio. Cinese, residente a Formigine, 32 anni, lavora in un negozio di riparazione di telefoni cellulari.
Era ovviamente ben informata di cosa l’aspettava: aveva fatto un’ecografia a metà della gestazione scoprendo che portava in grembo quattro feti in una volta.
«Sono felice - spiega a fatica sorridendo - ma anche preoccupata».
Il riferimento va alla salute delle figlie e anche allo sforzo economico e gestionale che l’aspetta: la neomamma ha già una figlia che era nata con una gemellina, purtroppo scomparsa, e vive con il suo compagno.
Per ora resterà a riposare in un letto a Ginecologia, in compagnia di un’altra giovane cinese.
Intanto le gemelline resteranno per alcuni giorni al reparto di Terapia Intensiva Neonatale. Sofia, Monica e Luisa stanno bene anche se sono ancora attaccate a un ventilatore. Più difficile la situazione di Ivana, nata troppo piccola (pesava solo 495 grammi) e ora seguita attentamente dall’équipe del reparto.
Le quattro bambine sono nate una dietro all’altra dalle 11.26 di venerdì mattina attraverso un taglio cesareo programmato. Mamma Hu era arrivata alla ventiseiesima settimana di gestazione e venerdì era entrata in una fase di travaglio inarrestabile. Per questo si è fatta ricoverare. Per farle nascere, ha spiegato ieri il professor Facchinetti, si è fatta una sorta di mungitura del cordone ombelicale che ha permesso, un parto alla volta, di far affluire abbondante sangue alla nascitura di turno.
Tuttavia, ogni neonata ha la sua “camicia” e la sua placenta.
Come è possibile? La spiegazione data da Facchinetti è un’ipotesi scientifica unica nel suo genere, almeno in Italia. Si tratta di due coppie di gemelle generate in momenti differenti e con metodi differenti. La prima coppia è frutto di una mitosi di un embrione impiantato nella madre quando era già stato fecondato in laboratorio. In questo caso si può dire che le due gemelline sono frutto di un intervento controllato dall’uomo. La seconda coppia è invece stata generata una fecondazione attraverso un normale rapporto sessuale avuto in concomitanza dell’impianto dell’embrione.
Spiega il professor Facchinetti. «Capita che le donne che hanno già avuto gemelli quando hanno un embrione impiantato poi abbiano altri gemelli. E pare che sia questo il caso. Tuttavia, è consuetudine che l’embrione produca due gemelli, non quattro. Quindi si può ipotizzare che la madre abbia avuto un rapporto sessuale mentre era ricca di uova e che quindi sia rimasta incinta anche in questo caso avendo poi altri due gemelli».
«Da questo punto di vista si può dire che è un caso unico in Italia anche perché ogni embrione aveva la sua placenta e e il suo sacco amniotico».
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