«Ospedale, i soci privati restino»
Il deputato Richetti: «C’è chi lo rivuole tutto pubblico, non sono d’accordo, questa formula è vincente»
Giù le mani dall’ospedale pubblico-privato di Sassuolo. Il deputato Matteo Richetti, l’altra sera a Fiorano per un incontro, ha riferito della “ricorrente tendenza in ambienti regionali e provinciali a considerare un ritorno dell’ospedale di Sassuolo interamente sotto il controllo pubblico. Un’eventualità contro cui invito gli amministratori locali a schierarsi compatti, come io farò in qualità di deputato».
Non ci sono provvedimenti ufficiali in tal senso, ma Richetti è stato chiaro. «In Regione l’argomento è ricorrente e credo che sia veramente una scelta contraria a ogni logica. I numeri dimostrano quanto l’attività dell’ospedale di Sassuolo in forma mista, pubblica e privata (e comunque a maggioranza pubblica) funzioni e che livello di qualità sia in grado di garantire».
Quali quindi possono essere i motivi che inducono amministratori e politica a livello sia regionale che provinciale a ipotizzare la fine di questa esperienza?
«Credo che ce ne siano di tre tipi: il primo è ideologico, per molti ambienti la sanità è e deve restare esclusivamente pubblica; il secondo è riconducibile a una sorta di gelosia del personale medico che si confronta con la gestione pubblica, verso una struttura che avendo una partecipazione privata importante può fare in autonomia scelte qualitative di un certo tipo, ricercare il miglior medico e chirurgo per un determinato reparto, provvedere alla fornitura di un macchinario innovativo; il terzo motivo va ricondotto al raffronto fra l’attività e i risultati dell’ospedale di Sassuolo con gli altri, anche nella nostra stessa provincia, numeri che possono infastidire chi non li raggiunge».
Richetti ha chiesto agli amministratori locali compattezza nella difesa della formula di gestione dell’ospedale: «Temo che tante amministrazioni locali, distratte da altri problemi, si trovino impreparate se e quando le parole sentite più volte in questi mesi si dovessero tradurre in un progetto di revisione nella gestione dell’ospedale. Io sarò attento e chiedo alla politica locale di fare altrettanto».
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