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Alla scoperta del “patent box”

Alla scoperta del “patent box”

È un’agevolazione per brevetti, marchi, modelli e know how tutelati. Restano però punti oscuri

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Il patent box è un nuovo regime fiscale opzionale, introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 (L.190/2014) e ampliato con il DL 3/2015, che offre alle imprese un'agevolazione fiscale per brevetti, marchi, software protetto da copyright, disegni, modelli e know how giuridicamente tutelati.

L’agevolazione, di cui possono beneficiare tutti i titolari di reddito d'impresa indipendentemente dal settore, dalle dimensioni e dalla forma giuridica, consiste nell'esenzione ai fini Ires e Irap dei redditi derivanti dall'utilizzo diretto, o dalla concessione in uso a terzi, o dalla vendita di beni immateriali realizzati dall'azienda sia direttamente che mediante contratti di ricerca stipulati con altre società. I soggetti beneficiari devono essere titolari del diritto di sfruttamento economico dei beni immateriali e inoltre devono svolgere attività finalizzate al mantenimento e allo sviluppo dei medesimi.

Lo sfruttamento del bene immateriale puo' avvenire:

-con l'utilizzo diretto;

- con l'utilizzo indiretto attraverso royalties;

- con la cessione a terzi.

Nel caso di utilizzo, sia diretto che indiretto, il reddito agevolabile calcolato andrà moltiplicato per un coefficiente "alfa" e successivamente per la percentuale di detassazione stabilita.

Il coefficiente alfa è calcolato in base al rapporto tra costi qualificati di sviluppo e costi complessivi del bene. È possibile recuperare le spese effettuate nei tre anni precedenti.

L'applicazione del regime agevolativo del patent box dura 5 anni ed è in vigore a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31/12/2014. Una volta scelto è irrevocabile e rinnovabile.

Per tale regime non esistono per ora limitazioni diverse da quelle tecniche, potrebbero però essere introdotte restrizioni. Infatti una raccomandazione dell'OCSE del 5 ottobre 2015 invita ad escludere i marchi commerciali e i know how dai regimi nazionali di agevolazioni fiscali.

Appare quindi opportuno aderire all'opzione entro il 31/12/2015 o al limite entro il 30/6/2016 per beneficiarne per un quinquennio.

Il patent box è una forma di detassazione, per cui dal punto di vista normativo, non impatta con altri incentivi o altri contributi diretti all'innovazione. Questa misura di politica industriale, che mira ad incentivare le imprese che basano la propria competitività sull'innovazione, si inquadra in un percorso normativo che ha visto la luce nel 2012 con i primi decreti che riguardano le start up innovative e le liberalizzazioni di alcuni strumenti di credito e investimento. Il patent box agisce sui redditi che derivano dagli investimenti in beni immateriali.

Purtroppo, però l'opzione per il patent box è ancora al buio. Infatti a meno di due mesi dalla fine dell'anno le imprese che intendono aderire a questo regime di tassazione agevolata su marchi, brevetti e altri know how non possono ancora procedere. Manca infatti il provvedimento delle Entrate (previsto dall'art.4 del DM attuativo del 30 luglio scorso). Solo dal periodo d'imposta 2017 la scelta puo' essere effettuata in dichiarazione dei redditi, mentre per i primi due anni di vita dell'agevolazione è necessaria una comunicazione ad hoc secondo forme e modalità disciplinate dall'Agenzia.

Anche Assonime ha richiesto chiarimenti in merito al patent box: «La norma non chiarisce se il beneficio riguarda anche i marchi e i brevetti già esistenti o solo quelli nuovi». La soluzione suggerita da Assonime apre anche ai marchi e brevetti già esistenti a patto che ci sia una attività di arricchimento e manutenzione in corso. Occorre poi chiarire cosa succede se i costi per beni immateriali innovativi superano il reddito. Si propone di rinviare i costi che superano il reddito alle annualità successive.

dott. Giorgio Guandalini

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