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«Le Fondazioni in Aimag? Sì, ma solo con un privato»

di Serena Arbizzi
«Le Fondazioni in Aimag? Sì, ma solo con un privato»

Schena, presidente di Crc, svela i progetti per mantenere pubblica la società «Cerchiamo un partner industriale a cui dare sostegno, ma prima serve il bando»

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Le due Fondazioni, Cassa di Risparmio di Carpi e di Mirandola, sigleranno un accordo con un soggetto industriale quando verrà pubblicato il bando di gara per individuare un partner privato per la gestione di Aimag. Prende sempre più forma quello che è stato il vero colpo di scena nella manifestazione di interesse, espressa da sette soggetti, ai quali si aggiunge una proposta di azionariato popolare proveniente dal comitato acqua pubblica no amianto.

Ha creato stupore, infatti, la discesa in campo delle Fondazioni Cassa di Risparmio di Carpi e di Mirandola, detentrici di una quota di partecipazione complessiva in Aimag pari al 10%, che hanno proposto il raddoppio del loro impegno azionario. Un passo significativo che viene osservato con attenzione dall’intero indotto.

«Non si tratta soltanto di una partecipazione monetaria, ma le Fondazioni si dichiarano pronte a ricercare un partner industriale per la multiutility - spiega il presidente della Fondazione Crc, Giuseppe Schena - Le ragioni che ci hanno portato a questa scelta sono chiare. Innanzitutto noi abbiamo una partecipazione rilevante in Aimag e capire quali saranno le sue sorti non è secondario: anche solo dal punto di vista di investitori è giusto, dunque, pensare a salvaguardare il patrimonio. Secondo, si parla dell’azienda multiservizi del territorio, importante per tutto l’indotto. Terzo, vorremmo essere utili alla proprietà pubblica. Mi spiego: se l’obiettivo delle amministrazioni è che Aimag mantenga una quota pubblica, noi siamo disponibili a supportarle sulla base delle nostre funzioni, che hanno rilevanza pubblica. Il nostro piano industriale, poi, sarà proposto quando avremo contezza degli obiettivi e delle richieste che farà la proprietà. Si dovrà rispondere ad alcune domande fondamentali, come: che cosa metteranno a gara le amministrazioni pubbliche? Con quali requisiti e condizioni? Il nostro piano, quindi, emergerà quando si farà la gara, che affronteremo insieme ad un partner industriale».

Schena si spinge fin qui, ma non si sbilancia sull’interlocutore privato che trovarà il sostegno delle Fondazioni nella scalata ad Aimag. «Per ora - glissa il presidente - al riguardo, non abbiamo escluso nulla e nessuno. Abbiamo un paio di soggetti nostri interlocutori privilegiati, con i quali stiamo verificando altrettanti percorsi. Non escludo che si trovino nella rosa dei soggetti che abbiano già dichiarato pubblicamente la propria manifestazione di interesse».

La sensazione, tuttavia, è che i tempi non siano quantomeno imminenti. «Potremmo essere distanti dal primo provvedimento amministrativo relativo alla gara - conclude Schena - non mi aspetto che ci siano atti o scelte nel breve tempo».

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