«No al distributore di gas sotto le case del quartiere»
San Felice. Scoppia la protesta dopo 4 anni di petizioni, promesse e colpi di scena «Tutto inutile, il progetto ora riparte e in Comune nessuno ci vuole considerare»
SAN FELICE. «Ottanta firme, espressive di tante famiglie. Firme che abbiamo raccolto come Comitato “No Distributore Gas in via Marzabotto”. Le protocollammo regolarmente in Comune in un documento datato ormai 26 novembre 2011. Dopo 5 anni, dopo tante rassicurazioni, dopo tutto quello che è accaduto, ci ritroviamo oggi le ruspe al lavoro per realizzare un impianto aggiuntivo vendita gas e metano, sulla tangenziale e vicino alle nostre abitazioni. Come se niente fosse. Già anni fa, per lo scoppio del gas in un’area di servizio di Finale, si creò un’enorme nube tossica e venne fatto evacuare l’istituto Calvi. Se è necessario mettere questi impianti va bene, ma che lo facciano lontano dal centro abitato, non vogliamo una polveriera proprio sotto casa».
C’è rabbia, amarezza e delusione nelle parole di Domenico Difilippo - residente nel quartiere a ridosso del distributore della Esso di strada provinciale Correggio - e referente del Comitato “No Distributore Gas in via Marzabotto”.
Se erano riusciti a bloccare l’allargamento dell’impianto dal 2011 al 2014 «un po’ per il terremoto e un po’ perché un anno fa ho portato 20 persone in Comune per dire no al Gas ad una riunione che avrebbero voluto essere ristretta per convincere alcune persone - dice Difilippo - oggi i lavori per metterla in atto sembrano essere ripresi, nell’indifferenza verso i residenti».
«La settimana scorsa ho chiesto insistentemente un incontro con il sindaco Silvestri, per ribadirgli che la gente qui non è d’accordo, ma devo ancora ricevere risposta. In Comune ci rimandano sempre ai funzionari, senza farci mai parlare con gli amministratori e con il sindaco. Che amministrazione è quella che si nega, non ascolta il parere dei suoi cittadini e continua a fare interessi, senza tutelare né la nostra opinione né la nostra salute? Li abbiamo eletti noi, e loro nemmeno ci ascoltano», sentenzia amareggiato Difilippo.
Un distributore, quello della Esso già al centro di qualche diatriba. «C’è gente che dalle 3 alle 5 di mattina fa rumore fermandosi a lavare la macchina grazie ai lavaggi automatici».
La polemica sull’impianto era partita quando la urbanizzazione dell’area e la posa di una cisterna interrata - poi rimossa - erano intervenute un po’ troppo rapidamente. Fu allora che i residenti si accorsero del progetto. Che dopo le rassicurazioni, il terremoto, gli smarcamenti sembrava pronto a ripartire, lo scorso anno, quando però dopo l’inchiesta Aemilia si era di nuovo bloccato. Ma ora le ruspe annunciano un’altra storia.
Valentina Corsini
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