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Quattro giovani di Modena sulle tracce della poesia

Quattro giovani di Modena sulle tracce della poesia

Si sono esibiti a teatro e l’educatore del Sigonio, e  Kabir racconta la sua passione decollata a scuola

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MODENA. Quattro giovani ragazzi (Gabriele Vezzani, Francesca Polverino, Kabir Yusuf Abukar e Serena Tiano) si sono recentemente cimentati al Teatro Drama nella lettura di alcune poesie scritte da loro, condividendo con tutti i presenti buona parte di se stessi.

Un evento molto raro, e Voci ha voluto esserci.

Così, noi sigoniani abbiamo deciso di intervistare il poeta Kabir Yusuf Abukar, educatore presso la nostra scuola. Kabir, è un ex alunno ora educatore al Sigonio, nonché studente di filosofia, nonché, per l’appunto, poeta esordiente.

Ciao Kabir, cosa ti ha spinto a scrivere?

«Il mio è un percorso che è cominciato sin dalle elementari. Ho sempre avuto la fortuna di incontrare professoresse (e maestre) decisamente straordinarie. Tra queste, se possibile, vorrei citare Ombretta Maccaferri, che ringrazio ancora oggi con tutto me stesso. I miei autori preferiti, quando studiavo qui al Sigonio furono indubbiamente Pascoli, Alfieri e Leopardi, pargoli del romanticismo, dai quali rimasi subito affascinato. Mi ricordo come fosse ieri, i momenti in cui cercavo di rielaborare i loro scritti aggiungendo quando potevo qualcosa di mio, buffo no? ».

In quali circostanze, di solito, scrivi?

«Scrivo quando qualcosa mi colpisce, come volessi fotografare il momento per conservarlo in memoria. Sento che scrivendo gli attribuisco una maggiore importanza, quella che gli spetta. La maggior parte di ciò che scrivo, ovviamente, ruota attorno al mio vissuto personale; un giorno mi piacerebbe poter abbracciare un orizzonte più ampio».

Vorresti fare, del poeta, una professione? Si può fare della poesia una professione?

«Non ho mai perso di vista il confine tra la concretezza e ciò che si può definire un “lavoro intellettuale”. Son due cose ben distinte; ma ammetto volentieri che il lavoro di educatore che sto svolgendo presso il Liceo Sigonio, mi fornisce ogni giorno materiale su cui scrivere. È chiaro che mi piacerebbe pubblicare qualcosa, ma riconosco di dover maturare ancora molto. Così per ora preferisco concedermi solo ai pochi (ma buoni)».

Vuoi ringraziare qualcuno in particolare?

«Devo molto alle letture che ho fatto: Cesare Pavese, Giovanni Raboni, Luciano Cecchinel e Valerio Magrelli. Sono pochissimi, vorrei citarne mille altri... ma per evitare che vengano brutalmente tagliati, ho preferito pensare io alla durissima selezione».

Giada Mussini (Quinta C Sigonio)

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