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Islam, messaggi di pace con un video su Youtube

di Andrea Gilioli
Islam, messaggi di pace con un video su Youtube

La comunità locale continua a condannare il terrorismo e si affida a Internet per rinnovare il no alla violenza: decine di ragazzi spiegano i loro motivi

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La comunità islamica di via Cavour, a Sassuolo, continua a diffondere messaggi di fratellanza e di pace, utilizzando anche i social network. Dopo la condanna degli attentati di Parigi, fatta dai responsabili del centro di culto durante la cerimonia pubblica in piazza Garibaldi nei giorni scorsi, su Youtube la sezione sassolese della Gmi ha pubblicato un video dal titolo “Terrorism has no religion, not in my name”, nel quale decine di giovani islamici spiegano perché terrorismo e islam siano due cose profondamente diverse e tra loro inconciliabili.

«In nome di Allah – afferma uno dei protagonisti - significa in nome della pace, non in nome della guerra». «Sono musulmano – continua un altro giovane – non sono un terrorista». Il filmato ripercorre anche alcuni passi del corano per spiegare come la religione musulmana sia una religione di fratellanza e pace. Sempre su Youtube è stato anche pubblicato un video che riporta le parole di Shaikh Moustapha, italiano convertito da tempo all'Islam, ospite della moschea sassolese. «Sono qui – spiega Moustapha davanti a una folta platea – per portare un messaggio di pace. È tanto che non passo da Sassuolo, dove torno con la barba bianca. Quello che vi voglio dire è che Allah ci ha dato per religione l'islam, ci ha scelto come musulmani e io ringrazio Allah perché sono onorato e fiero di essere musulmano. L'islam non è quello che oggi purtroppo vediamo e sentiamo. L' Islam è pace, fratellanza, umiltà: non si può uccidere un uomo, non si può mettere un uomo in una gabbia e bruciarlo, non si possono fare attentati e stragi, a Parigi come altrove. Il Corano parla chiaro: quando uccidi un uomo è come se avessi ucciso tutta l'umanità e quando salvi un uomo vuol dire aver salvato tutta l'umanità. Non è da musulmano fare queste cose». Il messaggio di Moustapha si sposta poi sul rapporto con i cristiani. «Essere mussulmani - ha continuato – vuol dire dare amore anche alla gente del Libro, che come noi discende da Adamo. Dobbiamo avere amore e rispetto per la gente del Libro. Loro ci ospitano e non possiamo in alcun modo fare del male o mancare di rispetto a che ci ha dato accoglienza, case, cure. Allah ha mandato 4 profeti e tutti i profeti, tra cui Abramo, hanno portato la parola di Allah, che ha mandato all'uomo il Torà, la Bibbia, e infine il Corano, che è il sigillo dei libri. L'islam non è venuto con la spada. Dobbiamo imparare, tra di noi e con i cristiani, a salutare e a sorridere».

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