Manifesto: Mantovano sta con Giovanardi
L’ex sottosegretario contro le adozioni gay. La petizione per togliere il cartellone arriva a 2mila firme
Sono arrivate a duemila le forme per chiedere al sindaco di togliere il manifesto di Carlo Giovanardi nel quale si equiparano le adozioni di bambini ai gay come una tratta di schiavi. A change.org anche ieri sono arrivate centinaia di adesioni di modenesi che ritengono il cartellone un incitamento all’odio e alla discriminazione.
Ma si registrano intanto anche posizioni favorevoli al senatore Giovanardi. Come quella di Alfredo Mantovano, giudice corte di appello di Roma. Ex sottosegretario sotto il governo Berlusconi e vicepresidente del Centro studi Livatino, che scrive: «Trovo singolari le polemiche contro l’iniziativa del senatore Giovanardi di richiamare i profili di sfruttamento derivanti dall’adozione da parte delle coppie dello stesso sesso. È vero che nel disegno di legge Cirinnà si prevede “soltanto” la “stepchild adoption” , all'articolo 5, cioè la possibilità per il partner “same sex” di diventare genitore adottivo del figlio biologico dell’altro partner, spesso avuto con fecondazione artificiale eterologa. Ma questa apparente limitazione è in realtà il battistrada per l’adozione gay piena, e perfino per l’utero in affitto. Più volte le Corti europee e la Consulta italiana hanno scritto che - salvi i diritti essenziali - ciascuno Stato ha piena autonomia nel normare i conviventi e i coniugi in modo distinto o eguale; se però un ordinamento di fatto parifica la disciplina delle convivenze a quelle delle coppie sposate, diventa discriminatorio escludere per le prime ciò che si prevede per le seconde».
E aggiunge: «Si può anche contestare, come a Modena in questi giorni più d’uno fa, che l’utero in affitto sia una nuova forma di schiavitù. Bisogna poi essere consequenziali: e sostenere che è rispettoso della dignità della donna dapprima sottoporre una ragazza in età fertile a ripetute elettrostimolazioni ovariche per ottenere l’ovulo, e poi sottoporre una seconda ragazza a ricevere l’ovulo fecondato nel proprio corpo, a portare avanti la gravidanza e a farsi strappare il bambino una volta che è nato: il tutto a causa della condizione di miseria di entrambe, che le porta a queste pratiche pur di ottenere un compenso, e con danni fisici e psichici spesso irreversibili. Se il problema è un termine (schiavitù) troviamone uno diverso: la sostanza non cambia».
Giovanardi non demorde e fa sapere che il manifesto è già in distribuzione presso associazioni cattoliche sparse per il territorio italiano e che presto verrà affisso anche in altre città, Nega che il testo possa incitare a odio e anzi rivendica il suo diritto di opinione
Per ora da parte della Giunta Muzzarelli non si registrano interventi (se si eccettua il breve testo del sindaco su Facebook nei giorni scorsi).
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
