Modena, ore 18: tutti insieme contro il terrorismo
Fiaccolata per la pace promossa dai Giovani Musulmani d’Italia: «A casa tutti i simboli, uniti in nome dell’umanità»
MODENA. «Non in nostro nome: il terrorismo non ha religione». È il messaggio che sarà ribadito con forza oggi pomeriggio. Da piazza Roma, alle 18, prenderà il via una fiaccolata per la pace. A promuoverla i Giovani musulmani d’Italia, la Comunità islamica e oltre venti sigle tra associazioni e sindacati.
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«Non vogliamo simboli - ha spiegato Takwa Haddad, studentessa e componente del direttivo dei Gmi - perché possono creare divisioni. L’importante oggi è condividere l’umanità». Ragazze e ragazzi di tutte l’età attraverseranno le vie Farini ed Emilia Centro. Dopo un passaggio in piazza Mazzini, la fermata in piazza Grande. Sotto la sede del Comune, patrocinatore dell’evento, i partecipanti lanceranno i loro messaggi.
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«Ricorderemo i fatti di Parigi - ha ripreso Luigi Cattani, responsabile del Tavolo cattolico-islamico - ma anche tutti gli episodi in Medio Oriente. Non sarà una semplice risposta immediata agli attentati, ma un percorso verso una cultura di pace. Oggi si avverte ancora diffidenza reciproca, a volte i musulmani italiani sono guardati con occhi malevoli. Tuttavia, ci sono anche testimonianze nelle scuole, in tanti ambienti. Molte persone sono in grado di distinguere l’Isis (l’autoproclamato Stato Islamico dell’Iraq e della Siria) dal vero Islam». «Il terrorismo non è Islam», ha ripreso Takwa. «Non vogliamo mettere bandiere religiose - ha ammesso Silvania Siggillino, presidente del Centro Studi Siggillino - perché il terrorismo riguarda tutte le persone, a prescindere dal credo. Sono stati colpiti tutti, cristiani e musulmani».
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Alla manifestazione anche rappresentanti della Rete degli Studenti. I giovani avevano già organizzato una fiaccolata sabato 21 novembre, poi annullata per maltempo. Le ragazze e i ragazzi hanno deciso di non “sdoppiare” gli eventi. «Abbiamo pensato fosse insensato organizzare due manifestazioni separate - ha ripreso Camilla Scarpa, coordinatrice provinciale della Rete degli Studenti Medi - quando il messaggio è lo stesso: la lotta al terrorismo, ma anche all’odio xenofobo». La studentessa del liceo San Carlo, oggi ospite negli studi di Ballarò, ha rimarcato il ruolo dell’istruzione contro la violenza.
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«C’è anche l’investimento che deve essere fatto su cultura e scuola - ha ripreso la giovane - ancor di più oggi». La tappa odierna non sarà l’ultima di un percorso di pace. «Abbiamo fatto un flash mob contro l’idea di un intervento italiano in Siria - ha ricordato Takwa - e organizzato un evento dopo l’attentato di Ankara. C'è un tavolo interculturale e interreligioso. Stiamo preparando a maggio un convegno sul terrorismo». Porta un nome che richiama al concetto di “Taqwa”, uno dei più pregnanti nel Corano. «Titoli come “bastardi islamici” non aiutano - ha concluso la giovane - per questo è scattata una querela: la giustizia farà il suo corso». «Come credenti - ha garantito Cattani - promuoviamo incontri finalizzati alla pace». «La fiaccolata ricorda tutte le vittime del mondo colpite dal terrorismo - ha concluso la giovane musulmana Aiet Cheikh - e coinvolge tutti».
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