«Renzi non salti il confronto con la base Pd»
Fiorano. L’on. Richetti incontra il circolo locale, plaude all’azione del governo ma lancia anche critiche
FIORANO. Matteo Richetti si è confrontato sulla situazione del Pd proprio a casa sua, nel circolo di Fiorano a cui fa riferimento la sua esperienza politica di fioranese. Sono note le perplessità esternate dal deputato nei giorni scorsi non tanto sull'azione governativa di Renzi quanto sul futuro del partito democratico. Il circolo fioranese, che nei mesi scorsi ha scritto una lettera molto critica al segretario e presidente del consiglio, ha riferito con il suo segretario Giuseppe Cau del disagio che la base vive tutti i giorni nei confronti del militanti storici del partito e della disaffezione che certe scelte stanno producendo a livello locale.
Richetti ha diviso la questione in due parti: difesa dell'azione politica del governo ma esistenza di autentici problemi nella forma del partito e per il suo futuro.
«Al momento - ha detto - nessuno è a casa in questo partito, né chi cercava qualcosa di nuovo, perchè nelle formule e negli uomini non vedo questo cambiamento, né chi si era costruito una militanza politica. Il mio timore è che Renzi voglia saltare il confronto con la base: un'altra primaria, un altro pieno di consensi e via a spron battuto, come sta facendo con l'azione di governo. Non è un pensiero astratto, nel 2016 ci saranno le elezioni nelle più importanti città italiane e il referendum sulla riforma costituzionale. E se i cittadini diranno sì è improbabile che si vada avanti con due rami di parlamento delegittimati dalla riforma, si tornerà al voto».
Manca la fiducia all'interno del partito stesso: «Come facciamo a proporci per ottenere la fiducia dei cittadini se non siamo compatti neanche al nostro interno? Io sto ancora aspettando una sola riga di solidarietà dal mio partito per la vicenda giudiziaria durata sedici mesi che mi ha coinvolto, assurda e finita in nulla. E intanto vedo arrivare senza obiezioni candidature come quella di De Luca. La base è sfiduciata, tanti circoli mi riferiscono delle loro difficoltà, dell'emorragia di militanti. Paradossalmente, 550mila cittadini ci hanno dato il loro 2 per mille, ma una minima parte è attiva nel partito».
Difesa invece per l'azione del governo Renzi: «Il presidente del consiglio ha fatto scelte forti per arrivare a fare le cose. Al di là dei distinguo sui singoli punti, faccio fatica a capire come non si riesca a trovare nel mio partito una condivisione su riforme come quella del lavoro o quella della scuola: una cerca di affrontare uno storico problema di precariato, l'altra riassegna soldi e posti di lavoro all'istruzione. Trovo radicalità spesso incomprensibili, se non considerando che Renzi è fatto per dividere, perchè non si ferma a cercare compromessi. Pensiamo a quanto è forte la scelta di porre la fiducia sulla legge elettorale. Eppure per la debolezza dell'attuale politica non farlo avrebbe significato non arrivare ancora una volta a nulla».
Per il segretario del Pd Giuseppe Cau «l'incontro con Richetti è stato veramente un bel momento politico, uno di quelli che il circolo fioranese predilige. Ha sottolineato quanto sia necessario parlare con intelligenza critica della situazione politica del Pd, senza mettere la testa sotto la sabbia. Non possiamo dire che questo Governo non stia realizzando delle riforme. Si può certo essere d'accordo o contrari ad alcune posizioni prese. La differenza di idee, ma occorre riflettere anche all’interno del Pd».
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