Affare fatto: lo Stato ha venduto ai privati l’Hotel Appennino
Fiumalbo. Ieri la firma ufficiale dell’accordo che salva la storica struttura. A gestirla sarà Caterina Capocchi
PAVULLO. Si è chiusa ufficialmente ieri a mezzogiorno la querelle con il demanio per l'Hotel Appennino. A Modena infatti è stata firmata la transazione che segna il passaggio della struttura al privato, che però non è Massimo Bagatti, appartenente alla famiglia che aveva costruito lo stabile dal 1937. La società Hotel Appennino è infatti passata da lui a Caterina Capocchi, moglie dell'ingegnere fiumalbino (nonché ex sindaco dal 1995 al 1999) Rodolfo Biondi. Svolta a 360 gradi dunque, con nuova proprietà e gestione, per una realtà legata a doppio filo al paese quale unica struttura ricettiva del centro, e con un investimento importante. L'accordo infatti è stato concluso non con il pagamento solo del valore del terreno, ma con valutazione anche dello stabile, pur con uno “sconto” legato al riconoscimento dei costi di costruzione sostenuti nel tempo dalla famiglia Bagatti, secondo quanto stabilito dall'articolo 936 del Codice civile. E' questa la chiusura del cerchio per un caso apertosi tre anni fa, quando l'area su cui sorge l'albergo è passata da proprietà demaniale indisponibile a bene dello Stato, facendo schizzare il canone di concessione da 2.500 euro a 104mila. Importo da Costa Azzurra, che infatti ha fatto optare la nuova gestione direttamente per l'acquisto. «Si è chiusa questa storia con reciproca soddisfazione – sottolinea Caterina Capocchi – grazie all'impegno di tante persone e la disponibilità dell'agenzia di Bologna e Roma. Abbiamo voluto buttarci in questa nuova avventura con l'obiettivo di coinvolgere tutto il paese nella nuova vita dell'Hotel Appennino». Per lei, si tratta del coronamento di un vecchio sogno: «La mia famiglia ha costruito i primi alberghi all'Abetone – ricorda – il mio bisnonno Pietro Petrucci fu colui che portò gli sci lì nei primi anni del Novecento: glieli aveva regalati un norvegese di passaggio. E ai tempi della campionessa Celina Seghi le mie due zie Marcella e Irina Petrucci erano in maglia azzurra. Ho sempre desiderato poter fare qualcosa per il turismo in questi posti, poi la vita mi ha portato a fare altro. Ma adesso c'è l'occasione». Una scommessa insomma, che è anche una bella notizia occupazionale per la decina di persone dello staff dell'albergo, che non chiude e ha un futuro sempre in mani fiumalbine, perché la famiglia vive qui da trent'anni. Gli ambienti nelle parti comuni sono stati rinfrescati in vista dell'inaugurazione di sabato e ci sono progetti interessanti anche per il ristorante. «Vogliamo che tutta Fiumalbo cresca, e l'Hotel Appennino sarà sempre un punto di riferimento – osserva il sindaco Mirto Campi – bisognava chiudere al meglio questa vicenda e lo si è fatto, grazie a un privato che ha investito scommettendo sul futuro».
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