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«Assurdo non fare il processo in Emilia»

«Assurdo non fare il processo in Emilia»

Tante istituzioni indifferenti ma cresce la spinta di Cna, Cgil, Libera e altri in vista del vertice a Roma

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Sono ore decisive per convincere il Governo a lasciare a Reggio il processo Aemilia, altrimento destinato ad un’altra regione. «Si può e si deve». A sostenerlo è anche la Cgil reggiana, che assieme a quelle di altri territori emiliani si è costituita parte civile nel processo, e si schiera contro l’ipotesi di un trasferimento. «Soprattutto perchè - spiega il sindacato - la sua celebrazione può rappresentare il vero punto di svolta nel contrasto all’infiltrazione della criminalità organizzata nel nostro territorio».

La fase pubblica del dibattimento, inoltre, «permetterà alla società reggiana di toccare con mano, meglio che con mille convegni, una realtà di cui tuttora manca la percezione complessiva».

Già, perchè da più parti si segnala come ci sia una preoccupante indifferenza di alcune istituzioni, molte delle quali si ammantano di legalità e legalismo nelle pubbliche... occasioni. Anche a Modena, sul tema. Cigl suggerisce anche di vagliare il complesso fieristico di via Filangeri, a Reggio, per vantaggi logistici e in termini di costi.

Sulla questione interviene la Cna: «Siamo pronti a batterci per mantenere il processo Aemilia a Reggio». Queste le parole di Fabio Bezzi, direttore della Cna reggiana, che risponde all’appello lanciato dai vertici di Legacoop Emilia Ovest sulla necessità di unire istituzioni e forze economiche.

«Il processo a Reggio è un diritto», scrive anche l’associazione Libera, facendo intendere, però, che sarebbe accettabile anche la sua celebrazione a Bologna o in un’altra città emiliana: «È importante che il processo si celebri in questa regione perchè è, prima di tutto, ai cittadini emiliano-romagnoli che lor signori (cioè gli imputati) dovranno rispondere». Sul tema è intervenuta anche la senatrice Maria Mussini, vicepresidente del gruppo misto: «L’incontro di giovedì con il ministero deve essere l’occasione per fare piena luce sulle questioni da chiarire, una serie di punti che ho raccolto nella mia interrogazione a Orlando, in cui si chiede se il ministero appoggi la scelta di allestire il dibattimento a Reggio e quando intenda comunicare la sua decisione, mentre desta perplessità- conclude Mussini - l’indifferenza dei colleghi deputati del Pd».

Come ricorda la parlamentare, domani infatti si dovrà decidere a Roma, presso il ministero della Giustizia, se ci sono le condizioni - anche economiche - per trattenere in processo Aemilia in Emilia. Sulle prime infatti il ministero era parso indifferente, ma da ieri, anche con la disponibilità della Regione a dare un contributo all’operazione, lo spiraglio si è aperto. «Ma non è di competenza della Regione reperire i fondi per il processo Aemilia,bensì del Governo», sostiene la deputata del M5S Maria Edera Spadoni, annunciando un ordine del giorno per impegnare il governo. Appuntamento in via Arenula, domani mattina, alla presenza anche dei giudici di Reggio. (ase)

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