Commercio, piccole imprese in agonia
«Aumenta il divario rispetto alle grandi aziende del settore». Soffrono bar e ristoranti. In crescita solo l’ingrosso
«Ci può essere una certa propensione all'ottimismo anche da parte delle piccole imprese del commercio in vista del periodo pre-natalizio ma dobbiamo sottolineare il divario tra piccole e grandi aziende del commercio che si fa sempre più evidente, conseguenza di politiche economiche che negli ultimi anni hanno decisamente privilegiato le imprese di maggiori dimensioni».
Con queste parole Confesercenti Modena commenta i dati che riguardano i ricavi nel terzo trimestre, che presentano il segno più ma in lieve frenata. I consumi risultano un po’ in affanno: rispetto al medesimo periodo dello scorso anno, il trend dei ricavi tra imprese micro e medie del settore non va oltre il +0,6%.
Emergono affari in calo e «primeggiano in negativo i pubblici esercizi». Se molte imprese non riescono ad agganciare la ripresa, «vi sono tuttavia segnali che inducono ad un certo ottimismo circa le vendite del periodo natalizio, a partire dal clima di fiducia dei consumatori in costante aumento; segnali che giustificano così le aspettative positive manifestate dalla maggior parte degli imprenditori del commercio».
Ecco l’analisi per ogni singolo settore con il raffronto al 30 settembre scorso rispetto alla stessa data del 2014.
Commercio al minuto di alimentari: -0,9%. È lieve la flessione dei ricavi tra i piccoli esercizi del minuto alimentare. La crescita dei consumi alimentari rilevata da Istat continua a interessare solo discount e supermercati. Fanno eccezione però alcuni negozi fortemente specializzati.
Commercio al minuto extra alimentare: -0,8%. Il trend leggermente positivo che aveva caratterizzato i mesi scorsi lascia ora nuovamente spazio al segno meno. A soffrire sono nuovamente l'abbigliamento e le calzature, ma anche quei beni durevoli, come mobili ed elettrodomestici, che nei due trimestri precedenti avevano in parte invertito la rotta. Però tra i settori dell'extra alimentare, alcuni quali pelletteria, gioielleria e oggettistica regalo, sviluppano nel mese di dicembre anche il 30% del loro volume d'affari annuo.
Ristorazione e pubblici esercizi: -4,2%. La stagione estiva calda ha svuotato le città e di conseguenza anche i locali pubblici di gran parte della nostra provincia. L'andamento negativo dei ricavi risulta poi condizionato anche da prime colazioni e pranzi veloci in ulteriore diminuzione.
Commercio all'ingrosso: +4,3%. Continua a confermarsi solida la crescita che sta caratterizzando questo settore già da diversi trimestri. L'aumento dei fatturati interessa soprattutto quelle imprese dell'ingrosso che si rivolgono al manifatturiero.
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