«Da due anni viviamo nel terrore»
Ondata di criminalità tra Spilamberto e San Vito. La denuncia dei cittadini: «Un’escalation terribile, siamo impotenti»
SPILAMBERTO. È l’impotenza il sentimento comune che attanaglia gli abitanti e i commercianti di Spilamberto e San Vito, due comunità colpite negli ultimi mesi da una serie di episodi criminali che sono solo la punta di un iceberg sommerso, fatto di crimini minori, spesso mai denunciati, e di generale degrado. L’ultimo episodio a San Vito, presso la sede della Bper: i malviventi hanno tentato di sradicare il bancomat senza successo. Il tutto a pochi passi da diverse attività commerciali, come il Circolo Rinascita, la cui proprietaria, Elisa Toschi, proprio in quei minuti stava chiudendo: «Abbiamo sentito l’allarme, la mia socia è uscita per controllare e ha visto con i suoi occhi i ladri all’opera. Ci siamo chiusi all’interno del locale e fortunatamente i carabinieri sono arrivati in tre minuti. Il comportamento delle forze dell’ordine è ineccepibile, le pattuglie si fanno vedere spesso, la colpa non è loro, ma non possono essere sempre presenti».
«L’orario di chiusura è il più pericoloso - specifica Roberta Gibellini, dipendente del Circolo Rinascita - perché alle 23 non c’è nessuno e non è piacevole abbassare la serranda e trovarsi sole in strada».
Su un elemento i negozianti di San Vito concordano: «I carabinieri passano spesso e questo ci fa sentire più tranquilli», ricorda Nello Venturelli, proprietario di un negozio di alimentari.
A colpire, però, è la frequenza dei reati a danno delle attività commerciali: «Ho messo serrature blindate, porte in ferro, non c’è niente che li fermi - dice Franca Simonini, proprietaria di un bar a pochi passi dalla Bper - nemmeno le guardie giurate, tanto che ho deciso di non servirmene più». E nemmeno le abitazioni sono al sicuro: «Io e mio marito siamo rincasati alle 19, trovando la porta divelta - dice una residente di San Vito -, ci hanno rubato denaro e gioielli».
A Spilamberto la situazione, se possibile, è ancora peggiore: la percezione della criminalità è peggiorata negli ultimi mesi.
«Solo l’anno scorso ho subito due furti di notte, uno dei quali - precisa Roberto Alboresi del Punto bar - poco dopo aver effettuato dei lavori di ristrutturazione all’interno del locale, non è un caso. Vorrei che ci fossero più controlli da parte di carabinieri e vigili, specialmente dopo le 17, quando il paese si svuota e il buio è un fattore di pericolo». Federica, dipendente del bar, non si sente sicura: «Di sera non esco più, il paese è vuoto e non voglio correre alcun rischio». Per le donne il problema è reale come dice Laura Galloni: «Capita spesso di essere pedinate da extracomunitari, non è una sensazione piacevole e non è accettabile. Già essere qui a parlarne significa che qualcosa non va. Vorrei più telecamere e che a Spilamberto ci fosse un presidio della polizia municipale stabile». Laura si allontana per la pausa pranzo, il centro di Spilamberto è pressoché vuoto, solo alcuni avventori nei tavolini dei bar: «E in centro la situazione è tutto sommato sotto controllo, in periferia i furti sono all’ordine del giorno e spesso non si denunciano nemmeno più».
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