Furto in casa: spariti soldi e gioielli
Pavullo. I ladri in azione a Sant’Antonio. Il bottino è di circa quattromila euro
PAVULLO. «Non ne possiamo più, ci costringono a vivere nella paura, a blindarci in casa con inferriate e sistemi d'allarme. Sto già pensando a cosa troverò al mio ritorno stasera, è bruttissimo da vivere». Questo lo sfogo di Sabrina Cornia, che ha visto il suo appartamento di via Boccaccio a Sant'Antonio, in cui vive con il marito e i figli, vittima lunedì di una razzia che colpisce per la sfrontatezza. I ladri infatti si sono avventurati in una palazzina di sei appartamenti in un momento in cui quattro erano abitati e con le luci accese, prendendo di mira i due dove si doveva ancora rincasare. Nel suo il colpo è riuscito, in un altro è scattato l'allarme e sono scappati. Classico il sistema: si sono arrampicati per la grondaia fino al primo piano e hanno rotto la porta finestra del balcone. Una volta dentro, hanno rovistato dappertutto alla ricerca di contanti e preziosi: alla fine se ne sono andati con 500 euro e monili per 3.500-4.000. E' avvenuto prima delle 18.30, perché a quell'ora ha suonato l'allarme nell'altro appartamento. Vicini hanno riferito di un pick-up verde con una persona sospetta in strada, ma è da verificare la complicità. Di certo c'è la ferita per una famiglia già colpita un anno fa nella concessionaria di Coscogno di cui è titolare dal furto di 8 moto da cross (di cui 6 poi ritrovate dai carabinieri): «Ci rovinano la vita – continua Sabrina – i miei figli si dovevano ancora riprendere dall'altro furto che ci vengono addirittura in casa. C'è il danno economico, certo, ma è di più quello affettivo, visto che erano gioielli anche del mio matrimonio, e morale per la ferita che ci si porta dietro. Siamo esasperati e stanchi di un sistema che a livello politico non fa le leggi giuste e sul fronte giudiziario le applica male, tutelando alla fine i delinquenti». Ma c'è anche la rabbia di constatare che una telefonata ai carabinieri da parte di un vicino magari avrebbe evitato tutto, perché qualche rumore strano era stato avvertito. (d.m.)
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