Lavori utili invece del carcere: è boom a Modena
Si amplia l’intesa con il Tribunale per reati meno gravi: si opera in archivio o ai giardini anche per minacce e alcol ai minori. Il Comune ha stipulato l'intesa per trovare posto nelle attività principali legate alla manutenzione ma soprattutto negli uffici pubblici
MODENA. Una nuova convenzione, di recente firmata dal Comune e dal Tribunale, stabilisce che chi viene condannato per un'ampia gamma di reati minori può espiare la sua pena svolgendo lavori di pubblica utilità a vantaggio dell'intera collettività e non retribuiti.
Naturalmente se il giudice ritiene opportuno che i condannati siano adatti a questa forma di reiserimento nella società lontano dal carcere. Attualmente sono 108 i condannati per contravvenzioni al Codice della Strada (per guida in stato di ebbrezza e alterazione psicofisica per assunzione di droghe) che hanno visto commutata la pena svolgendo lavori socialmente utili.
IMPEGNI AL SERVIZIO DELLA POLIZIA MUNICIPALE. Sono stati impiegati dalla Polizia Municipale - una sorta di legge del contrappasso - ma anche dal settore ambiente e da quello dei lavori pubblici.
Ora il nuovo patto firmato da Comune e Tribunale estende questa possibilità ad altri reati, come previsto dall'articolo 168 bis del Codice penale.
Si tratta di una ampia casistica di reati puniti o con la sola pena pecuniaria o con pena detentiva inferiore ai quattro anni.
UN ELENCO AMPLIATO DI REATI CON PENE ALTERNATIVE. In particolare vale per l'oltraggio a pubblico ufficiale, l'esercizio abusivo di alcune professioni, la violazione dei sigilli, il delitto contro il buon costume, alcuni tipi di violenza a domicilio, le minacce verbali, la somministrazione di bevande alcoliche ai minorenni. Non solo: la possibilità di svolgere lavori socialmente utili varrà anche per chi sarà condannato per reati contro il patrimonio o la pubblica amministrazione. Il sindaco Gian Carlo Muzzarelli e il presidente del tribunale di Modena Vittorio Zanichelli hanno firmato nei giorni scorsi la convenzione che ha una durata triennale. Appena si presenteranno casi specifici sarà poi il comando della Polizia municipale a coordinare e verificare l'attività dei singoli condannati che si sono visti, dopo la richiesta, assegnare la pena alternativa. In particolare, la disponibilità dell'ente dovrà prima essere verificata con la vicecomandante Patrizia Gambarini (raggiungibile all'indirizzo patrizia.gambarini@comune.modena.it) e una volta ottenuta, andrà contattato il cosiddetto Ufficio di Esecuzione Penale Esterna (gli indirizzi sono uepe.modena@giustiziacert.it e uepe.modena@giustizia.it) per stabilire il programma dei lavori da eseguire.
LA MESSA IN PROVA NEGLI UFFICI. La messa alla prova nei lavori di pubblica utilità potrà essere svolta anche in attività amministrative, dall’informatica all’archiviazione, con il riordino e l’elaborazione dei dati.
In particolare le persone saranno indirizzate al settore della Polizia Municipale. Oltre che per il settore Lavori pubblici e manutenzione, gli imputati potranno essere impiegati in attività tecniche e manuali conservative e manutentive.
Per il settore Ambiente e Protezione civile saranno impiegati in attività di supporto, logistiche e operative nella gestione di banche dati e nel settore Politiche sociali in affiancamento al personale tecnico nelle attività amministrative.
ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI A CARICO DEGLI ENTI PUBBLICI. In ogni caso, si tratterà di lavori di pubblica utilità a favore della collettività. A carico delle casse pubbliche ci sarà però l'assicurazione contro gli infortuni, mentre il tipo e la durata del lavoro sarà disposto dal giudice. Ricordiamo che questa alternativa della pena è prevista a livello nazionale per lavori non retribuiti in ambito di uffici dello Stato, ex Province, Comuni e associazioni di assistenza sociale e volontariato.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
