«Noi restiamo umani con il no al terrore»
Centinaia in via Emilia senza distinzioni religiose e politiche
«Non ci fanno paura». È unanime la voce contro il terrorismo nella fiaccolata per la pace.
Idriss Bakari, imam della moschea di via Portogallo, cita il pontefice. «Papa Francesco dice di avere più paura delle zanzare - spiega Bakari - io forse della nebbia». Con lui si sono mossi oltre quattrocento giovani e anziani, ragazze e ragazzi, islamici e cattolici.
L’imam è uno dei primi ad arrivare sotto l’albero di piazza Roma. «I terroristi hanno sbagliato strada - assicura Bakari - hanno interpretato male l’Islam. Lo Stato Islamico dell’Iraq e della Siria (Isis) non merita di essere chiamato islamico. Il suo obiettivo è spargere il terrore e isolare i musulmani veri che vogliono dialogo, convivenza, rispetto reciproco». Valori sostenuti da oltre venti associazioni che hanno supportato i Giovani musulmani d’Italia nell’organizzazione.
“Non in nostro nome. Il terrorismo non ha religione”: lo slogan della manifestazione è ben evidente sullo striscione in testa al corteo. A fianco ce ne sono decine. “Non ci fate la guerra, che poi ci tocca studiarla”, sottolinea una studentessa con un messaggio. “Io sono musulmana, non terrorista”, rimarca un’altra.
Alle 18.30 il corteo lascia piazza Roma e si dirige verso via Emilia Centro. In aria si levano altri cartelli. “Il terrorismo ci vuole dividere. Sconfiggiamolo restando uniti”, recita il messaggio di una studentessa. Un assist per il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, intervenuto a metà di via Farini.
«Ci vogliono dividere - rimarca il primo cittadino - ma non ce la faranno. Vogliamo costruire una nuova comunità che non vuole seminare odio, non vuole che le religioni vengano sfruttate impropriamente. Bisogna isolare i delinquenti». Intanto, i partecipanti continuano a crescere. «Non ci aspettavamo tutte queste persone», ammette candidamente Takwa Haddad, portavoce modenese dei Gmi. «Sono il più testardo dei testardi - afferma un uomo dai capelli bianchi mentre i manifestanti passano - ma il terrorismo lo abbiamo alimentato noi». «In ogni caso va combattuto», gli risponde Bakari.
Gridando “Violenza no, pace sì”, i partecipanti procedono lungo via Emilia, passano davanti al Duomo e infine arrivano in piazza Grande. Alle 19.06 le voci cessano per un rispettoso minuto di silenzio.
Un applauso precede gli interventi. «I valori della nostra città sono l’accoglienza, il rispetto, l’integrazione - ricorda il sindaco - che significa partecipazione e protagonismo. Ciò non vuol dire né annullare le storie e il culture né un disarmo. Un esempio? Dire che un presepe offende qualcuno. Vogliamo che i simboli siano rispettati». Anche Modena, per Muzzarelli, può contribuire alla lotta al terrorismo.
«Per tenere lontani i cattivi consiglieri - riprende - è fondamentale che le comunità islamiche lavorino da noi e con noi. Al terrorismo non si risponde con un atto di forza, ma nemmeno con uno schiocco di dita».
“Chiunque uccida un uomo sarà come se avesse ucciso l’umanità intera”. La frase del Corano è ripetuta più volte.
«Siamo a favore del monitoraggio delle associazioni religiose - assicura Adil Laamane, presidente dell’associazione Casa della Saggezza - diamo la disponibilità per garantire l’incolumità delle persone».
«Prendete qualche secondo per guardarvi intorno - chiede Takwa - e guardarvi negli occhi. Noi, voi, tutti insieme siamo l’unica alternativa al terrorismo. L’islamofobia ha prodotto in Francia 150 aggressioni. Ci sono stati episodi anche in Italia. Come cittadina musulmana italiana chiedo di professare liberamente la nostra fede senza paura». Ricordato il ruolo di pace e difesa della donna di Maometto, la giovane ha chiesto «come si può invocare il nome di Dio per uccidere?». «Il criminale si rifà al Corano, ma da esso è ben lontano» ripete un uomo. Alla fine, dopo l’inno di Mameli, sono distribuite poesie. “Semi” da coltivare nelle case. «Il prossimo passaggio - garantisce Mohammed - è la convivenza».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
