«Pd irriconoscibile, mi dimetto»
Taurasi lascia la presidenza: «Ho perso la fiducia». I big fanno ritirare il regolamento sulle espulsioni
«Mi sento come un parroco che dice messa senza, in realtà, avere la fede». Questa la battuta con cui Giovanni Taurasi ha rassegnato le dimissioni dal ruolo di presidente della direzione provinciale del Pd. Il passo indietro di Taurasi è piovuto come una doccia fredda durante un intervento nel corso di un incontro della direzione provinciale dove l’ordine del giorno era di tutt’altro tenore.
Quella che avrebbe dovuto essere una serata di facili approvazioni su regolamenti e ordini del giorno su legalità e rischi idrogeologici, si è trasformata in una sorta di Caporetto per il segretario provinciale Lucia Bursi. Non solo le dimissioni del presidente, ma pure la spaccatura sull’ordine del giorno di appoggio ala finanziaria di Renzi, proposto da alcuni membri della Direzione di area renziana:( Ludovica Carla Ferrari Paolo Negro, Maria Costi, Fabio Braglia, Giulia Pigoni, e diversi altri).
E poi come detto Taurasi che ha lasciato subito dopo aver illustrato le caratteristiche del regolamento anti-assenteisti sul quale, tra l’altro, il presidente dimissionario ha lavorato tantissimo. «Non un meccanismo espulsivo – ha commentato Taurasi – ma si tratta di un tentativo per regolamentare le presenze, ma i problemi del Pd sono ben altri». E con questa precisazione ha posto le basi per il colpo di scena, annunciando pubblicamente le sue dimissioni. «Non è una decisione che ho preso ma da tempo, anche perché in questi mesi mi sono sentito un po’ come un prete che dice messa senza fede. – ha proseguito Taurasi - Insomma, ho perso fiducia nel nostro partito, anche se sono consapevole che il Pd è l’unico partito rimasto e non ci sono alternative. Credo che oggi sia necessario pensare a come riorganizzare il Pd, che a mio parere dovrebbe essere rivoltato come un calzino. Oggi non esiste nessun partito al di fuori dal Pd, ma di fronte alla sfiducia per i problemi degli ultimi tempi non me la sento più di guidare la direzione, e quindi la mia esperienza si chiude qui». Affermazioni che hanno lasciato sbigottiti i presenti, tra i quali il segretario provinciale Lucia Bursi, che ieri non ha voluto intervenire come segno di rispetto al grave lutto che ha colpito Taurasi (ha perso il padre Quirino). Durante la serata si sono poi susseguiti diversi interventi molto duri sul regolamento e le espulsioni, Richetti e Giuditta Pini su tutti. Alla fine si è arrivati a ritirare queste regole, poi la spaccatura sulla finanziaria. «Credo che la decisione di Taurasi sia stata originata da considerazioni di carattere nazionale sul Pd – ha commentato Enrico Campedelli, responsabile dell’organizzazione del partito». (s.a.)
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