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Bursi nella morsa del Pd: «Il problema è politico»

Bursi nella morsa del Pd: «Il problema è politico»

Il segretario provinciale nel mirino per l’astensione sull’ordine del giorno di sostegno al Governo. Lei si difende: «È stato solo un problema di metodo»

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«Il punto è politico, non di forma». Così si aggiunge un’altra freccia scagliata contro il segretario provinciale del pd Lucia Bursi che ieri ha provato a difendersi dal fuoco “amico” di chi l’aveva criticata per la sua astensione sull’ordine del giorno presentato lunedì sera in direzione provinciale. Non un ordine del giorno qualsiasi, ma sulla Legge di Stabilità. Fabio Braglia, coordinatore della segreteria provinciale, è molto chiaro: «Di formalismi si muore. Il Pd di Modena, a partire dalla sua segretaria, non riesce ad assumere una posizione condivisa di sostegno al provvedimento più importante del Governo».

La difesa della Bursi è stata oggettivamente debole: «L’ultima direzione provinciale del partito ha riservato qualche sorpresa e ha fatto nascere una coda polemica che, forse, va chiarita. Cominciamo dall’ordine del giorno sulla Legge di stabilità. I contenuti del testo erano stati condivisi con i nostri amministratori locali e consegnati ai parlamentari per sostenere le politiche degli enti territoriali, in particolare quelli delle zone del terremoto. Secondo consuetudine, gli ordini del giorno vengono presentati in anticipo, in modo da poter consentire una lettura preventiva ai componenti della Direzione e trovare soluzioni condivise nel caso vi siano osservazioni. In questo caso non è successo, ma la direzione provinciale ha deciso di metterlo comunque ai voti solo vista l’urgenza. Il giorno dopo, infatti, sarebbe iniziato l'iter della Legge di stabilità alla Camera e il sostegno alle richieste dei nostri territori doveva arrivare formalmente ai nostri deputati. Le modalità di presentazione dell’odg, affrettate e senza essere contemplate nell’ordine del giorno della Direzione, non hanno consentito la doverosa conciliazione di posizioni differenziate che si erano comunque evidenziate nel dibattito e, quindi, ho ritenuto di astenermi. La mia astensione è motivata, quindi, da ragioni di metodo».

Bursi rilancia: «Le riflessioni che a mio avviso vanno fatte sono relative alla fiscalità locale nel suo complesso. Infatti, se per alcuni Comuni è possibile programmare interventi, per altri non sarà così: queste differenze tra Comuni dello stesso territorio non devono esserci. Sono d'accordo con la riflessione fatta da Renzi quando ha detto che è tempo di pensare a una local tax: solo una fiscalità locale chiara e stabile può consentire ai Comuni di programmare politiche di bilancio pluriennali. Quanto alle dimissioni del presidente della Direzione provinciale Giovanni Taurasi, la decisione è stata una sorpresa per tutti. Sollecitato da alcuni interventi, lo stesso Taurasi, a fine riunione, ha più diffusamente motivato la sua decisione, ma ha anche ribadito che, nonostante le mie ripetute sollecitazioni a ripensarci e ad almeno sospendere le dimissioni, la decisione rimane. Confido comunque che, con gli opportuni approfondimenti del caso, il lavoro svolto dal gruppo di lavoro Regolamento della Direzione Pd potrà essere portato a termine». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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