Gazzetta di Modena

Modena

«Con Lambrusco Emilia risolveremo i problemi»

«Con Lambrusco Emilia risolveremo i problemi»

«Così sarebbe riconosciuto definitivamente il patrimonio locale del prodotto» L’Ue insiste per la liberalizzazione. Ferma posizione del ministro Martina

2 MINUTI DI LETTURA





Si è tenuta ieri in Senato l'audizione dei rappresentanti dei Consorzi dei produttori del Lambrusco e del Consorzio vini mantovani, promossa da Leana Pignedoli del Pd.

I rappresentanti dei Consorzi hanno così lanciato la loro proposta sulla discussa liberalizzazione del vino emiliano di cui si sta parlando a Bruxelles. La commissione Ue vuole infatti rivedere l'attuale regolamento che tutela i vini Dop e Igp, consentendo che vengano prodotti anche in altri Paesi Ue. In Senato sono intervenuti Davide Frascari, presidente del Consorzio Vini Reggiani, Ermi Bagni del Consorzio Lambrusco di Modena e Luciano Bulgarelli in rappresentanza dei Consorzio Vini Mantovani.

«Inserire il nome Lambrusco Emilia in modo che venga riconosciuto definitivamente il patrimonio locale di questo vino». Ed evitando così che i ricorsi alla Corte di giustizia europea mettano a disposizione dei concorrenti di Paesi stranieri il temine lambrusco.

Questa la soluzione indicata dai rappresentanti dei Consorzi del Lambrusco di Reggio, Modena e Mantova nell'audizione. Lo ha riferito il Movimento 5 Stelle per iniziativa di Luigi Gaetti, senatore mantovano e vice presidente della commissione agricoltura di Palazzo Madama. I rappresentanti della filiera «hanno ben spiegato l'indotto del grande patrimonio locale legato al lambrusco e la sua storia», ha detto ancora Gaetti. Il quadro è composto da 8.000 aziende viticole, 20 cantine cooperative e 48 aziende vinicole diffuse in Emilia e nella Bassa mantovana: un comparto con un fatturato di oltre 570 milioni nel 2013, di cui il 63 per cento dovuto all'export.

«Da parte nostra come di altre forze politiche è arrivata la decisione di sostenere in maniera trasversale questa battaglia per una delle eccellenze del nostro territorio», ha concluso Gaetti.

Sul tema ieri è intervenuto anche Maurizio Martina, ministro della politiche agricole: «Nessuna ipotesi può mettere in discussione i diritti acquisiti - ha detto - Battaglieremo perché non si può certo cambiare lo scenario senza considerare la storia di questa esperienza. La nostra posizione è molto ferma. Credo ci siano i margini per costruire il giusto equilibrio. Noi teniamo all'esperienza costruita in tutti questi anni di storia vitivinicola, e su questo fronte non abbiamo alcuna intenzione di cedere».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google