Modena. Il caffè pagato con la carta: «Sì, ma le spese sono alte»
I baristi d’accordo sul saldo del conto col bancomat: meno rischi da contante e meno file ma lo scoglio vero restano le commissioni imposte dalle banche
MODENA. Se la legge migliore è quella che cambia da subito le abitudini minute della gente, allora il recente emendamento alla legge di Stabilità, relativo all'uso del bancomat per le piccole spese raggiungerà il proprio obiettivo. Davvero appena la legge di bilancio sarà approvata si potrà pagare il caffè o il giornale o una Bic in cartoleria utilizzando la carta invece che il denaro contante. Le associazioni di categorie faticano a gridare al miracolo, tanto che Confesercenti nazionale, Confcommercio e le altre associazioni di categoria spiegano che «è giusto favorire la moneta elettronica, ma è centrale la commissione alle banche per bancomat e carte di credito. Per ora la commissione fissa applicata alle aziende di commercio, turismo, servizi, trasporti è troppo elevata». Oggi attivare un Pos costa circa 2mila euro all'anno agli esercizi commerciali e siamo tra i 24 e i 10 euro di ulteriori costi mensili. Insomma, soldi sottratti ai guadagni spesso miseri negli ultimi anni. A Modena la situazione è quella di molte altre realtà, ci sono favorevoli e contrari. «Noi anni fa avevamo il Pos - spiega Rossella del bar Rossella&Massimo di largo San Giorgio - ma poi lo abbiamo eliminato perché in Italia le spese di commissione bancaria sono troppe alte e praticamente lavoravamo in perdita». La pensano diversamente al bar al Tramezzino in piazza Grande: «Utilizziamo il Pos da due anni ed è un servizio soprattutto utile ai turisti». Poi c'è l'aspetto legato all'impronunciale tecnologia “contactless”, innovativo metodo di pagamento realizzabile semplicemente avvicinando la carta all'apposito lettore Pos: la transazione avviene in pochi istanti. Su questo specifico aspetto a Modena la situazione è a “macchia di leopardo”, nel senso che ci sono bar che utilizzano molto il sistema di pagamento (Molinari in via San Carlo ad esempio), altri che vorrebbero farlo (Caffetteria Giusti di via Farini) e altri ancora che al momento non ne sentono la necessità perché i clienti non lo richiedono spesso. «Noi siamo in una zona dove ci sono molti impiegati di banca - spiega Ivan Lambertini del bar Molinari - che quindi conoscono meglio di altri questa possibilità fornita dai nuovi sistemi Pos. Decine di persone ce lo chiedono, anche perché sotto i 25 euro non si paga alcuna commissione a differenza di altri tipi di acquisto con la carta dove le commissioni si fanno sentire non poco. E' un sistema serio, anche perché meno soldi in cassa ci sono e megli oè in questi tempi». Monica Nicolini della storica Caffetteria Giusti spiega che «molti clienti ci chiedono di usare questa modalità, ma il Pos a nostra disposizione non ne è fornito e invece sarebbe utile per snellire le code alla cassa che si crea soprattutto il pomeriggio». Federica e Gabriela Grigorie del Caffè Concerto di piazza Grande invece non sentono molto la mancanza del contactless: «La gente non conosce il sistema e non lo chiede, anche se ne siamo provvisti e a richiesta lo eseguiamo, ma altri sistemi hanno spese alte di commissione». Infine Roberto “Benny” Benintende dello storico Caffè dell'Orologio sotto il palazzo municipale: «So che è un sistema molto utilizzato dai benzinai, anche qui in città: per noi sarebbe utili visto che sotto Natale abbiamo anche spese elevate non solo per i caffè, ma anche champagne e panettoni».
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