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«Il canone mensile è troppo caro»

«Il canone mensile è troppo caro»

Le associazioni: «Bene il tetto allo 0,2%, ma gli esborsi restano elevati»

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Le associazioni di categoria monitorano la situazione. «La riduzione dell'uso del contante e una più marcata diffusione della moneta elettronica - spiegano alla Confcommercio - rappresentano un obiettivo condiviso e dai molteplici benefici per la collettività. Ci sarà una maggiore sicurezza per gli esercenti, una migliore propensione agli acquisti per i consumatori, nonché la possibilità di tracciare tutti i movimenti con una evidente utilità nel contrasto dell'evasione fiscale, per la pubblica amministrazione». Ma c'è un “però”, spiegano dall'associazione di categoria. «Dal 9 dicembre entreranno in vigore i tetti sulle commissioni interbancarie imposti dall'Unione Europea - lo 0,3% sul valore della singola transazione per le carte di credito e lo 0,2% per i bancomat e le prepagate – ma nonostante ciò rimane irrisolto il tema dei costi fissi». Ecco alcuni esempi: «Un canone mensile per l'utilizzo di un Pos può arrivare a costare fino a 103 euro al mese, i costi di installazione possono giungere fino alla soglia di ben 155 euro. Senza considerare che ci sono banche che imputano agli esercenti anche spese di disinstallazione fino a 250 euro, commissioni per l'invio dell'estratto conto e di comunicazioni periodiche. Addirittura ci sono poi istituti bancari che addirittura chiedono fino a 100 euro per attivare la rendicontazione elettronica, fino a 10 euro al mese per avere la rendicontazione digitale, fino a 30 euro per l'inattività del Pos. Al di là del fatto che la lieve diminuzione delle commissioni, che costa al commercio circa 10 miliardi di euro all'anno, rischia di essere compensata dall'aumento dei costi fissi, è a tutti evidente che l'esborso a carico degli esercente è troppo elevato». (s.l.)

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